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Treni, Bordo (Sel) interroga il Ministro Udc: 'Azione concertata'

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Anche l’Udc di Cremona e il parlamentare Franco Bordo di Sinistra Ecologia e Libertà intervengono sulla questione pendolari. I primi, con un comunicato firmato dal segretario provinciale Giuseppe Trespidi, chiedono “un’azione concertata tra le province di Cremona – Mantova – Parma e Piacenza” come unica mossa che “ci può salvare dal costante declino”. Il parlamentare cremasco di Sel Franco Bordo ha depositato un’interrogazione rivolta al Ministro dei Trasporti, chiedendo quali interventi previsti per la linea e per l’area geografica interessata.

Il comunicato dell’Udc

Le notizie di queste ore ci segnalano che i collegamenti ferroviari tra le città capoluogo di provincia Cremona – Piacenza e Parma – Piadena – Brescia subiscono ulteriori peggioramenti nell’offerta di trasporto pubblico. Sulla Cremona – Piacenza, unica linea ferroviaria a binario unico senza passaggi a livello, si eliminano i pochi servizi ferroviari rimasti sostituendoli con corse sostitutive di autobus. Sulla Parma – Piadena – Brescia viene tolto l’ultimo treno che poteva collegare il servizio di rientro da Roma o altre località. E nessuno, fatta eccezione per gli studenti e i pendolari, protesta contro questo continuo degrado nell’offerta di servizi di collegamenti ferroviari riguardante il nostro territorio. – dichiara il Segretario provinciale dell’UDC Giuseppe Trespidi – Si assiste ad un continuo e sistematico isolamento della realtà cremonese senza mettere in campo azioni concertate con altre realtà ed enti territoriali affinché ci si prenda in carico il servizio ferroviario delle nostre linee a scarso traffico e lo si trasformi in proposta politica pluri territoriale a difesa delle categorie più deboli che lo devono utilizzare per recarsi al lavoro oppure a scuola. Quello che sta avvenendo dipende dal peso specifico di chi fa le controproposte ai tagli o alle novità che le FS ad ogni cambio orario ci propinano. Controproposte che non hanno la necessaria forza territoriale oppure mancano della reale coesione politica necessaria per controbattere e imporre un reale cambiamento. Iniziative sporadiche di questo o quel partito o movimento sono sempre auspicabili ma sarebbe ora di chiederci se e a cosa servono. Più utile sarebbe chiederci tutti insieme cosa c’è che veramente non va e quali possono essere i rimedi.

Occorre un cambio di passo, – prosegue Trespidi – una proposta adeguata e condivisa e sostenuta ai vari livelli (politici, economici, ecc.) altrimenti l’offerta di servizi ferroviari continuerà a penalizzarci. Nel Consiglio provinciale del 23 dicembre, nel quale sarà approvato il bilancio preventivo 2014, sarà posta in discussione una mozione presentata dall’UDC nella quale si chiederà al Presidente ed alla Giunta di farsi promotori di un rapido incontro con le Regioni Lombardia ed Emilia insieme alle Province di Parma, Piacenza e Mantova affinché il problema del trasporto ferroviario e delle comunicazioni fra capoluoghi di provincia sia affrontato in modo decisivo e coordinato. Non c’è alcuna spiegazione adeguata all’impoverimento dell’offerta di servizi ferroviari che da qualche tempo colpisce il territorio cremonese in generale e della città di Cremona particolare. – conclude Trespidi – L’inadeguatezza di un servizio sostitutivo di pullman e quello dei cambi di treno su queste linee è noto e la dequalificazione del servizio è evidente. I viaggiatori se ne guarderanno dall’usufruire di servizi così inadeguati. A chi chiede il perché di queste scelte viene risposto che dipende dalla Regione Emilia. Perché è la Regione Emilia che garantisce questo servizio! Siamo ai limiti dell’assurdo: il servizio è gestito da TreNord, Società formata da Trenitalia, Ferrovie Nord e Regione Lombardia, i macchinisti e i capitreno nonché i mezzi di locomozione e di trasporto vengono forniti dal Deposito Locomotive di Cremona ma chi paga è la Regione Emilia. Un servizio che serve al territorio cremonese e lombardo viene pagato da un’altra Regione. Andando avanti di questo passo si perderanno non solo gli utenti ma anche le linee perché saranno dichiarate rami secchi con tutte le conseguenze del caso.

Occorre riproporre lo schema del Compartimento ferroviario di Milano. Non dimentichiamo che le linee sono nate e si sono sviluppate sia sui collegamenti fra Cremona e Piacenza e fra Cremona – Fidenza – Parma ma nel tempo hanno garantito i collegamenti con Genova e il Piemonte nonché con Bologna – Firenze – Roma e il resto d’Italia. Con questa azione soprattutto politica cerchiamo di evitare, che il continuo depauperamento e la dequalificazione dei servizi ferroviari offerti ai nostri cittadini continui nel suo lento declino.

Le richieste nell’interrogazione di Bordo

(…) per sapere: − quali interventi di competenza il Ministro ritenga di adottare al fine di

migliorare sensibilmente lo stato della linea e dei treni e, di conseguenza, delle condizioni di vita dei pendolari che fruiscono della tratta sopraccitata;

− quali interventi il Ministro intenda mettere in campo, relativamente all’area geografica sopra descritta, per procedere in direzione di investimenti infrastrutturali alternativi al traffico veicolare su gomma, di persone e merci, che risultino meno impattanti sulla salubrità dell’aria e la salute dei cittadini, che rispondano alle esigenze di uno sviluppo economico, sociale e culturali in linea con le altre regioni europee, parimenti significative come la Lombardia.

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