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Pd: quale rinnovamento? Bonali: "I volti nuovi per ora sono pochi"

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Una segreteria provinciale rinnovata solo in minima parte (le new entry sono Francesca Pontiggia e Vittore Soldo), a fronte di un cambiamento decisamente più radicale nella segreteria nazionale (con la nomina del sindaco di Crema Stefania Bonaldi nella direzione nazionale del partito): quadro di luci e ombre per il Partito democratico di Cremona, dove l’operazione ‘rinnovamento’ forse stenta un po’ a decollare.

Il primo passo, ossia la nomina della nuova segreteria, ha lasciato un po’ l’amaro in bocca ad alcuni esponenti del partito. “Non voglio essere annoverato tra le fila dei riottosi, ma spero che il rinnovamento del Pd cremonese non sia una mera operazione di facciata: i volti nuovi sono pochi, quelli ormai noti molti di più” spiega il consigliere comunale Daniele Bonali. “La nuova segreteria non rappresenta certo una ventata di novità; mi auguro che al di là delle operazioni di facciata si inizi a lavorare su questioni di più ampio respiro. Ad esempio si dovrebbero ascoltare di più le persone, cercando di intercettare i molti che attualmente guardano alla politica con indecisione”. Bonali ha il dente avvelenato con la segreteria uscente: “In consiglio comunale mi sono impegnato moltissimo in questi anni, conducendo molte battaglie sulla cultura, sul museo del violino e sul sistema museale: ciò nonostante non ho visto grande considerazione nei miei confronti da parte della mia segreteria, che mi avrà interpellato forse due volte in 4 anni. Ora ho dato la mia piena disponibilità al nuovo segretario, che io stesso ho votato, mettendomi a disposizione. Aspetto di vedere se ci sarà un vero lavoro di squadra, con un allargamento democratico: finora non ho visto nulla di tutto ciò”.

Più ottimista è invece Alessia Manfredini, convinta che ora la grande sfida sia quella delle elezioni amministrative. “Non è la segreteria provinciale a fare la differenza: il vero salto di qualità ci sarà se sapremo fare una proposta politica chiara”. Il primo passo per il rinnovamento saranno allora le primarie per la scelta del candidato sindaco, che vedrà la partecipazione di tutta la compagine del centrosinistra. “In questo contesto ogni partito porterà i propri candidati, e io mi auguro che da parte del Pd vi sia una proposta unitaria – continua Manfredini -. A questo proposito approvo pienamente l’ipotesi ‘Galimberti’. La responsabilità del cambiamento è tutta nostra, ora, con le amministrative: dei consiglieri comunali attualmente in carica, me compresa, molti hanno raggiunto il secondo mandato. Allora spero si faccia rispettare il limite dei due mandati, in modo che la maggior parte dei nomi in carica durante la prossima amministrazione comunale siano nuovi”.

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Commenti
  • Maria

    Povero PD.. tutti da rottamare.

  • Er Nutria

    Il riso abbonda sulla faccia degli stolti!
    O era degli stRonzi?
    Mah!

    NUTRIE LIBERE

  • mario

    ….mentre a livello nazionale avviene un forte rinnovamento, a livello locale tutto procede come prima. I filo-Cuperlo, perdenti, rimangono al loro posto, nonostante la loro idea del partito sia stata bocciata dagli elettori. Ma in casa Pd cremonese cambierà mai qualcosa?

  • roberto

    Ma la “nuova” e “rinnovatrice” Alessia Manfredini è la stessa che casualmente aveva avuto un contratto di lavoro per il Consiglio Regionale della Lombardia come attachè di un consigliere regionale cremonese? Non sarà lei quella che ora vuole rottamare i costi della politica di cui ha beneficiato vero?

    • bungatore

      cuique suum……!!