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Lavoro, diminuiscono gli incidenti Ma morti bianche triplicate in provincia

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Si chiude un altro anno, un anno in cui la crisi l’ha fatta ancora da padrone e in cui centinaia di lavoratori hanno faticato per tenersi il posto di lavoro in aziende sempre più schiacciate dalla congiuntura. Ma accade che chi esce di casa per andare al lavoro per mantenere la propria famiglia e casa non ci fa più ritorno. Allarmante infatti, il numero di morti bianche, in aumento sui luoghi di lavoro. In provincia di Cremona sul lavoro si muore di più. Lo attestano le somme tirate dall’Anmil – presieduta in provincia di Cremona da Mario Andrini – a novembre 2013, con dati riferiti allo scorso anno. Morti bianche quasi triplicate nell’arco di 12 mesi: a perdere la vita nel 2011 erano state infatti tre persone, mentre nel 2012 coloro che sono usciti al mattino e non hanno più fatto ritorno a casa sono stati otto.

Morti in aumento in quasi tutte le province lombarde tranne, in particolare, quella di Milano, dove sono passati da 33 a 19. Crescono i morti a Bergamo, Brescia così come a Lodi e Mantova.

Al contrario, diminuiscono gli infortuni sia in Italia che in Lombardia che nella nostra provincia. Nella penisola il calo è dell’8,9%: 744.916 contro gli 817.738 dell’anno 2011. In calo anche in regione: 117.702 contro i 127.018, così come nella provincia di Cremona. A farsi male sul lavoro sono stati infatti in 5.276, contro i 5.795 infortuni del 2011. Ma questo, come sottolineato più volte dal presidente dell’Anmil, Andrini, non significa che sul lavoro ci si fa meno male, ma che ci sono meno persone che lavorano per via della crisi. “Il minor numero di incidenti – ha sottolineato infatti a più riprese – è in parte determinato dalla crisi: la diminuzione dell’attività produttiva ha infatti pesato per il 2012 su questo calo molto più di quanto avesse fatto nel 2011″. Anche in settori dove sfortunatamente gli infortuni sono più elevati si è registrato un calo. Si tratta di settori come quello dell’edilizia, dove purtroppo le aziende stanno chiudendo una dopo l’altra.

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