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Vetrine pronte per i saldi, ma la concorrenza viene dalle tasse

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Vetrine pronte per  l’avvio  dei saldi invernali che a Cremona, come nel resto della Lombardia e in gran parte delle regioni, inizieranno sabato 4 gennaio e dureranno per due mesi. Alcune vetrine dei corsi dello shopping sono ancora completamente vuote, altre sono in corso di allestimento, altre ancora mostrano già da oggi, venerdì 3 gennaio, cartelli con prezzi vistosamente più bassi di quelli in vigore fino a prima di Natale. Ma quest’anno più che mai a fare concorrenza ai negozi sono le tasse e i rincari delle tariffe. Le prime ad aumentare sono state quelle  dei pedaggi autostradali (per le Centropadane oltre l’8%); mentre il 24 gennaio è l’ultimo giorno per pagare la “mini Imu” sull’abitazione principale e i terreni agricoli. In teoria l’imposta è stata abolita ma la scelta del Comune di alzare l’aliquota al livello massimo (0,6%) fa sì che saranno i cittadini a dover pagare la differenza rispetto alla aliquota base (0,4%). Appena il tempo per riprendersi e il 10 febbraio sarà il termine ultimo per  la terza rata Tarsu (rifiuti), tributo  per cui il Comune è riuscito a contenere l’aumento, ma pur sempre da pagare.

Confcommercio nazionale si mostra comunque abbastanza ottimista sull’inclinazione delle famiglie, che secondo le stime spenderanno in media 340 euro per l’acquisto di vestiti, calzature e accessori, per un valore complessivo di 5,4 miliardi di euro, pari al 18% del fatturato annuo del settore. Il 2013 è andato male dal punto di vista delle vendite, come afferma Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia e Vice Presidente di Confcommercio nazionale. «Tutta la stagione autunno-inverno ha reso ancora evidente una situazione grave per i consumi, stante la ormai cronica difficoltà in cui versano i due motori capaci di muoverli: un reddito disponibile reale tornato ai livelli di 27 anni fa e un sentiment negativo che vede ben il 66% degli italiani sfiduciati. Penso però che prima o poi si dovrà assistere a un’inversione di tendenza della spesa delle famiglie e auspico che ciò possa coincidere proprio in occasione dell’avvio di questi saldi».

Secondo una stima di Adusbef e Federconsumatori, invece,  la spesa media delle famiglie italiane subirà una riduzione dell’11,3% rispetto al 2013, anno in cui vi era già stata una forte contrazione del 18,3%. Secondo quanto rilevato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, infatti, ogni famiglia spenderà in media 194 euro. Più nel dettaglio, il numero delle famiglie che si dichiarano propense ad acquistare a saldo sarà pari ad appena il 36%-37% (circa 8,9 milioni di famiglie).Un andamento dettato dal forte calo del potere di acquisto registrato negli ultimi anni, nonchè dai pesanti aumenti che si prospettano per il 2014 (+1.384 euro a famiglia). Si tratta, sottolineano i presidenti di Adusbef, Elio Lannutti, e di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, di “un andamento estremamente negativo che sottolinea, ancora una volta, la necessità di agire urgentemente per un rilancio del potere di acquisto delle famiglie e dell’intera economia, avviando una nuova fase di sviluppo per il Paese che punti sulla detassazione per le famiglie a reddito fisso e sulla ripresa degli investimenti per la ricerca e l’innovazione“.

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