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Messa multi-culturale per la Giornata del Migrante Stranieri a quota 41mila

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Domenica 19 gennaio, in occasione della 100ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, il vescovo Dante Lafranconi celebrerà come consuetudine una Messa per i cattolici stranieri presenti sul territorio. La celebrazione avrà luogo alle 15.30 nella chiesa della Beata Vergine di Caravaggio, a Cremona, e sarà animata secondo le diverse tradizioni dalla comunità cattolica rumena, ucraina e della Costa d’Avorio, le uniche strutturate sul territorio e con un sacerdote di riferimento. L’iniziativa – promossa dagli Uffici diocesani Migrantes e Caritas, diretti da don Antonio Pezzetti – si concluderà nel vicino oratorio con un momento di festa, con piatti e musiche tipiche dei Paesi d’origine.

Le presenze straniere nel territorio cremonese. Secondo gli ultimi dati Istat, al 1° gennaio 2013 gli stranieri residenti in provincia erano 40.901 (il 9,5% in più rispetto all’anno precedente), di cui 20.397 maschi e 20.504 femmine. Durante il 2012 sono stati 790 i bambini stranieri nati sul territorio, mentre i nuovi arrivi (da altri Comuni o dall’estero) sono stati 7.464. In 796 hanno ottenuto la cittadinanza italiana, 58 sono deceduti e altri 3.502 hanno lasciato il territorio per vari motivi. Nel 2011 la comunità più numerosa era quella rumena (10.313), seguita da quella indiana (7.405), marocchina (5.067), albanese (3.879), egiziana (2.400) e cinese (1.117).

Le comunità cattoliche dei migranti, Per quanto riguarda le presenze cattoliche in diocesi di Cremona sono tre le comunità più consistenti che si sono strutturate con specifici percorsi di accompagnamento alla fede. Proprio presso la parrocchia della Beata Vergine di Caravaggio, a Cremona, si ritrova la comunità ivoriana che mensilmente vive l’Eucaristia nella propria lingua grazie alla presenza di don Mathias Agnero, residente in diocesi di Crema. Il gruppo africano ha anche fondato un coro, denominato “Saint Michel”, che anima le Messe della comunità, ma anche i momenti di festa e di ritrovo. Nella chiesa di S. Lucia (sussidiaria di S. Pietro al Po) si ritrovano invece i cattolici rumeni guidati da don Anton Jicmon. I membri della comunità, per la maggior parte provenienti dalla parrocchia di Butea, nella diocesi di Iasi, sono quasi trecento e molti di loro, oltre ai giorni festivi, si radunano il martedì e il venerdì presso la Casa dell’Accoglienza. Molto meno numerosa, e formata quasi esclusivamente da donne badanti, è la comunità ucraina. Per loro l’appuntamento fisso è ogni terza domenica del mese presso la Casa dell’Accoglienza per la Messa, celebrata con rito bizantino, da un sacerdote provenienti da Brescia.

L’edizione numero 100 della Giornata. La Giornata per i migranti nasce in Italia esattamente un secolo fa sotto il Pontificato di Pio X e dietro sollecitazione di alcuni vescovi, in particolare del vescovo di Cremona mons. Geremia Bonomelli, morto proprio nel 1914, e che nel 1896 aveva pubblicato la lettera pastorale per la Quaresima dal titolo “L’Emigrazione”. La Giornata nacque allo scoppio della prima guerra mondiale come momento di solidarietà e amicizia verso i tanti italiani che, residenti in paesi esteri, furono costretti a ritornare in patria. Nel 1952 la Giornata, sino ad allora nazionale, assunse una portata mondiale e ad accompagnarla, dal 1968, fu uno specifico tema con un messaggio prima della Santa Sede e successivamente del Papa.

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