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Il Massarotti, archivio del tribunale, senza luce né riscaldamento

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Una struttura nata sotto una cattiva stella, l’autosilo Massarotti, acquistato un paio di anni fa per un milione di euro da parte di Aem (dal Comune) e in precedenza sottoutilizzato come parcheggio durante la gestione Apcoa. L’autosilo di via Massarotti doveva essere al centro di un piano di rilancio del sistema mobilità cittadino, ma nemmeno le tariffe super convenienti praticate da Aem sono servite a riempirlo. La destinazione ad archivio per il tribunale, un ripiego, è stata di recente criticata anche dal candidato alle primarie del centrosinistra Gianlca Galimberti durante il suo incontro con l’assemblea cittadina del Pd.

Il parcheggio del Massarotti, dunque, ora accoglie l’archivio del tribunale di Cremona e quello accorpato di Crema, ma è senza luce e senza riscaldamento. Nessun commesso, infatti, ci vuole andare, soprattutto ora che all’autosilo non ci sono solo i fascicoli datati, ma anche quelli più recenti, ad esempio del 2010, che servono agli avvocati. Ma si fatica ad averli, e chi li deve cercare è in difficoltà. E’ quindi scattata una vertenza sindacale  da parte del rappresentante dei lavori per la sicurezza Fulvio Di Giorgio che lo scorso dicembre ha inviato un documento al presidente del tribunale Ines Marini. Secondo quelle che erano le intenzioni del Comune di Cremona, che ha ceduto il Massarotti ad Aem, nella struttura avrebbero dovuto esserci luce e un box riscaldato per i commessi assunti per lavorare in tribunale. Finora, però, non è stato fatto nulla. Per quanto riguarda l’archivio ricavato nel Massarotti, nel documento di Di Giorgio erano evidenziate diverse “criticità”, tra cui “posti di lavoro, locali di riposo e refezione, servizio igienico assistenziale, difesa contro le polveri, misure contro l’incendio e l’esplosione, primo soccorso, abbattimento delle barriere architettoniche”. Senza parlare dei problemi di parcheggio che il personale di Crema si trova quotidianamente ad affrontare. La sosta quotidiana, infatti, ha un costo che, moltiplicato per i giorni di lavoro, pesa nel portafogli del personale. Con un documento, anch’esso di dicembre, indirizzato a presidente e dirigente, Di Giorgio aveva chiesto “di poter usufruire di spazi adibiti a parcheggio per tre autovetture, necessarie al trasporto dei dipendenti, all’interno della cittadella giudiziaria, oppure attraverso speciali permessi, nelle immediate adiacenze, al fine di rendere meno gravosi i tempi di viaggio imposti”. Una possibile soluzione l’aveva proposta tempo fa il procuratore Roberto di Martino: un bus di linea per la tratta Crema-Cremona, andata e ritorno, che serva gli utenti cremaschi, personale compreso. Una idea caldeggiata anche dal dirigente del tribunale Laura Poli. Chissà possa diventare presto realtà.

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