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850mila euro da Fondazione Cariplo per l'Opificio del suono

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A pochi mesi dall’inaugurazione del nuovo Museo del Violino di Cremona, che – afferma l’ufficio stampa – ha registrato oltre 25 mila visitatori, prende il via il progetto “L’Opificio del suono”, un piano di sviluppo e valorizzazione del patrimonio culturale di Cremona, capitale mondiale della Liuteria, recentemente iscritta dall’UNESCO nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità per il “Saper Fare Liutario Cremonese”.

Con un contributo di 850.000 Euro, la Fondazione Cariplo ha scelto di sostenere le iniziative del Museo del Violino, il suo programma culturale e le azioni pensate per promuovere la conoscenza, la tutela e la conservazione del patrimonio liutario del Museo.

Parte integrante e fiore all’occhiello di questo sistema culturale integrato sono i laboratori di ricerca che hanno sede nel Museo del Violino: il Laboratorio Arvedi dell’Università di Pavia è al lavoro sui materiali con cui sono stati costruiti gli strumenti storici e con cui lavorano i liutai oggi, mentre il Laboratorio di Fisica Acustica del Politecnico di Milano svolge indagini vibroacustiche e timbriche sugli strumenti.

“Il Museo del Violino, nato grazie al sostegno della Fondazione Arvedi Buschini, – spiega Virginia Villa, Direttrice del Museo – è uno straordinario esempio di collaborazione tra pubblico e privato. Il nuovo progetto “l’Opificio del Suono” alimenta questo sistema virtuoso: un percorso nel quale le Istituzioni impegnate nel campo della liuteria cremonese e realtà private attente ai bisogni della città hanno scelto di investire con forme virtuose di mecenatismo civico”.

“Il Museo del violino – ha dichiarato Renzo Rebecchi, membro della Commissione Centrale di Beneficenza Fondazione Cariplo – rappresenta la punta di diamante di un sistema musicale che manifesta sempre più la sua vocazione internazionale. Il laboratorio integrato di ingegneria acustica e chimica dei materiali che risiede all’interno del Museo è un esempio di collaborazione tra gruppi di ricerca e università in grado di accrescere le capacità cognitive di una filiera artigianale e culturale che ha fatto la storia della città. Oggi Cremona è una città ambita da liutai, collezionisti, ma sempre di più sarà una meta per musicisti, musicologi, studenti ed appassionati di musica e suono da tutto il mondo”.

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