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Alla faccia della 'città della cultura': siamo maglia nera nel commercio d'arte

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Se è vero che Cremona viene definita la città d’arte e di cultura per eccellenza, è anche vero che dal punto di vista commerciale la situazione dell’arte è tutt’altro che florida. Lo evidenzia una ricerca effettuata dalla Camera di Commercio di Milano, secondo cui la nostra provincia si colloca al penultimo posto (appena sopra Lodi e alla pari con Sondrio) in Lombardia per numero di imprese attive nel commercio al dettaglio di oggetti d’arte (gallerie comprese): sono infatti soltanto sei sul territorio. Un piazzamento molto basso, quello del nostro territorio, anche nella classifica nazionale, che ci vede all’81esimo posto.

Questo  nonostante la Lombardia porti invece un dato molto positivo in questo tipo di commercio: sono infatti circa 600 le imprese attive in regione nel settore legato al commercio di oggetti d’arte, incluse le gallerie, tra sedi principali, secondarie e unità locali, pari ad oltre un quinto (20,9%) del totale italiano di settore.  E, nonostante la crisi, il commercio d’arte contiene le perdite in Lombardia (-3,7%) rispetto all’Italia (-4,7%). Milano, con 360 attività, è prima a livello regionale (60,2%) e nazionale (12,6%). La seguono, in Lombardia, Brescia (con l’11,9% delle imprese lombarde) e Bergamo (9%) e, in Italia, Roma (con 196 imprese, 6,9% del totale) e Torino (4,4%). Tra le imprese che si occupano di commercio d’arte è forte la presenza femminile (31,2% in Lombardia e 40,7% in Italia) ma giovani e stranieri sono ancora poco presenti con rispettivamente circa un’impresa su otto ed una su venti tra quelle attive. Emerge da un’elaborazione Camera di commercio di Milano su dati registro imprese 2013 e 2012 relativi a localizzazioni e sedi di impresa.

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