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Trenord, emerge problema soppressioni Orsa: "Colpa di gravi carenze di organico"

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C’è una certa preoccupazione tra i pendolari cremonesi per lo sciopero programmato per la giornata di venerdì 14, dalle 9 alle 17, per quanto – attraverso un comunicato – Trenord abbia evidenziato che le fasce orarie di garanzia non saranno interessate dalla manifestazione. Salvo, però, sottolineare che “Il servizio offerto da Trenord, può subire ritardi, variazioni di percorso e cancellazioni. Sono possibili ripercussioni sia prima dell’inizio dello sciopero che dopo la sua conclusione”. Si preannuncia quindi un probabile aggravarsi della già pesante situazione di ritardi che la tratta Mantova-Cremona-Milano è costretta quotidianamente a subire. Anche nella mattinata di giovedì, infatti, numerosi sono stati i convogli che hanno subito ritardi, sempre sulla linea tra Mantova, Cremona e Milano. Per non parlare delle soppressioni, che negli ultimi mesi sono all’ordine del giorno e che anche nella giornata di giovedì sono state numerose, soprattutto sulla tratta tra Cremona e Codogno.

A proposito delle soppressioni, è dei giorni scorsi la comunicazione rispetto all’esito dell’indagine interna avviata da Trenord, secondo cui si appunto è riscontrato un significativo incremento, nelle ultime settimane, delle soppressioni con conseguenze sulla regolarità del servizio. Sulla questione è intervenuto il sindacato di ferrovieri Orsa, secondo cui «Per le gravi carenze di organico queste conseguenze erano facilmente prevedibili, in quanto la regolarità del servizio veniva assicurata esclusivamente grazie alle prestazioni straordinarie che in alcuni casi raggiungevano le 17 ore di effettiva prestazione di lavoro, quindi ben oltre le 13 previste dalla Legge – si legge in un comunicato -. Oggi, Trenord annuncia nelle stazioni e dichiara ai mass-media che le cause delle soppressioni sono dovute ad improvvise malattie del personale, che secondo Trenord è ben oltre alla media».

«L’Orsa – prosegue la nota – contesta questi dati, infatti nel mese di febbraio le assenze medie giornaliere per malattia dei Capi Treno sono di 35 agenti rispetto agli oltre 800 impiegati, quindi una percentuale del 4%, ben inferiore a quella nazionale dei lavoratori pubblici e privati e di altre aziende di trasporto. Nonostante ai lavoratori sia applicato il nuovo contratto che pesa sulla loro salute ( prevede prestazioni di 10 ore al giorno, pranzando alle 16 o cenando alle 23.00) , il numero dei malati nei primi mesi del 2014 è stata inferiore rispetto al dato registrato nel 2013, evidenziamo inoltre che la sostituzione assenti è garantita con personale disponibile in organico».

«Le dichiarazioni rilasciate da Trenord rischiano di deteriorare ulteriormente il rapporto tra dipendenti e utenti senza affrontare il vero problema delle assunzioni, più che mai necessarie per garantire anche in previsione dell’expo un servizio quantomeno sufficiente. Ci domandiamo se in un’azienda pubblica è ammissibile riconoscere centinaia e centinaia di ore di straordinario, quando anche in Lombardia ci sono migliaia di giovani disoccupati, auspichiamo che sia il Presidente della Regione sia l’Assessore alla Mobilità si pongano queste domande individuando le reali responsabilità degli attuali disservizi».

Sono momenti di tensione quindi, in seno all’azienda Trenord, che da un lato deve far fronte alle richieste di miglioramento del servizio da parte dei pendolari e dall’altra si trova sotto il fuoco incrociato dei sindacati che, con lo sciopero di venerdì, rivendicano la modifica del Contratto Aziendale di Lavoro e l’elezione delle Rsu ed Rls, scadute da oltre 7 anni, quindi una rappresentanza sindacale eletta da tutti i lavoratori.

Laura Bosio
redazione@cremonaoggi.it

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