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Case troppo vicine all'industria, Corazzi impugna la lottizzazione di via Milano

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Foto Sessa

Sembrava tutto risolto all’Incrociatello per la realizzazione della nuova lottizzazione lungo via Milano, il cui piano attuativo è stato definitivamente approvato dal Comune. Abitazioni, uffici e una parte minoritaria di destinazione commerciale, proposti ed approvati dal Comune, su iniziativa dell’immobiliare omonima. Come un fulmine a ciel sereno, invece, il 5 febbraio è arrivata in Comune la notifica del  ricorso al Tar della ditta Corazzi, per l’annullamento della delibera di giunta del 14 novembre che approvava le osservazioni presentate contro l’adozione del Piano attuativo, con contesuale approvazione del piano stesso. Un ricorso contro cui la giunta, il 6 marzo, ha deciso di fare opposizione.

“Palese inadeguatezza dell’istruttoria, omissioni, vizio di eccesso di potere” sono alcune delle accuse fatte dai legali della ditta che ha sede in prossimità dell’area oggetto dell’intervento, di fronte alla sede dell’Università Cattolica. Il Piano attuativo approvato sarebbe in violazione dell’accordo quadro sottoscritto a suo tempo dal Comune, Immobiliare Incrociatello, dalla stessa Corazzi e dalla società Toto Costruzioni (proprietaria dell’area limitrofa posta su via Sesto e separata da quella dell’Incrociatello dalla linea ferroviaria). Inoltre, la Corazzi imputa al Comune di non aver ottemperato agli obblighi della legge regionale IX/3018 del 2012, che regola la distanza degli insediamenti industriali con emissione odorose da insediamenti residenziali. In particolare la Giunta, nell’approvare definitivamente il piano attuativo, avrebbe ignorato le prescrizioni dell’Asl che imponevano una distanza di almeno 200 metri tra insediamento industriale e residenziale. Una distanza di tipo “cautelativo – si legge nel ricorso della Corazzi, che cita il parere Asl del 5 novembre 2013 – nei confronti di una potenziale criticità legata alle emissioni olfattive della ditta Corazzi, fatti salvi lo studio delle stesse ed interventi migliorativi di mitigazione”. La società Incrociatello, precisa la ditta  Corazzi, ha sì introdotto delle mitigazioni aggiuntive a seguito delle osservazioni Asl, ma queste non sarebbero state supportate da “alcuna analisi specifica circa le effettive emissioni olfattive della società Corazzi”. Analisi specifiche che Corazzi sta realizzando di sua iniziativa.

Corazzi  e gli altri soggetti coinvolti nella trasformazione dell’area (inclusa la società Toto Costruzioni che non ha ancora realizzato il proprio insediamento sulla ex Scac) aveva a suo tempo firmato un accordo quadro nel quale, tra l’altro, il Comune garantiva la continuità operativa della Corazzi, “mediante previsioni atte a consentire il mantenimento dell’attuale organizzazione aziendale interna ed esterna”. Quello che adesso, secondo i ricorrenti, viene messa a repentaglio. Non c’è pace dunque in questo delicato comparto cittadino, bloccato da anni come pure quello confinante della ex Scac su cui avrebbe dovuto sorgere un insediamento commerciale che aveva molto allarmato le associaizoni di categoria.

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Commenti
  • Giovanni

    Io frequento il centro sportivo Stradivari e non ho mai sentito emissioni olfattive dalla ditta Corazzi di natura sgradevole. Questo ricorso mi puzza…… ma è anche vero che oggi non si avverte un reale bisogno di consumo di suolo inedificato. La politica urbanistica del Comune di cremona, come pure la politica urbanistica della maggior parte dei comuni ubbidisce ad una logica di rendita fondiaria e non di contenimento dell’espansione di cemento.