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Lavoro: in provincia previste 650 assunzioni nel primo trimestre 2014

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In provincia di Cremona i contratti attivati in complesso nel primo trimestre dell’anno dovrebbero essere circa 1.130, il 30% in meno rispetto ai 1.600 dello stesso trimestre dell’anno precedente. Questa la fotografia scattata da Excelsior Unioncamere. Così come accade a livello nazionale, risultano in diminuzione sia le assunzioni dirette effettuate dalle imprese (-22%) sia i contratti atipici (-38%), questi ultimi con un calo più marcato rispetto ai primi. In questo trimestre il 57% dei contratti attivati nella provincia riguarderà assunzioni dirette di lavoratori dipendenti (650 unità) e il 43% (490 unità) sarà relativo a contratti
Nel 1° trimestre 2014 le assunzioni di lavoratori dipendenti saranno circa 650 unità, pari al 57% di tutte le opportunità di lavoro previste nella provincia; esse si concentreranno per il 67% nel settore dei servizi e per il 60% nelle imprese con 50 o più dipendenti. Nel 61% dei casi saranno rivolte a candidati in possesso di un’esperienza lavorativa nella professione o almeno nello stesso settore. Per una quota pari al 28% interesseranno giovani con meno di 30 anni.

Tuttavia, invertendo la tendenza negativa che ha caratterizzato il 2013, il “saldo” occupazionale atteso nella provincia di Cremona è pari a circa +100 unità, sintesi tra 1.130 “entrate” di lavoratori, sia subordinati sia autonomi, e 1.040 “uscite” (dovute a scadenza di contratti, pensionamento o altri motivi). L’unica componente penalizzata è però quella del lavoro dipendente, per la quale si prevedono, nell’arco del trimestre, 650 assunzioni e 910 uscite, vale a dire circa 260 posizioni di lavoro in meno.
Questo calo è però ampiamente compensato da variazioni positive con riferimento alle altre modalità contrattuali, per le quali il numero di contratti attivati dovrebbe superare quello dei contratti in scadenza: +200 unità è il “saldo” previsto per i contratti in somministrazione (interinali), +70 quello delle collaborazioni a progetto, e +90 quello degli altri contratti di lavoro indipendente (collaborazioni occasionali e incarichi a professionisti con partita IVA).
Considerando sempre sia il lavoro dipendente che quello atipico, in altre province lombarde, come a Cremona, si registrano andamenti occupazionali positivi: soprattutto a Milano (+2.640 unità), ma anche a Bergamo, Mantova, Monza e Varese. Nelle restanti province lombarde il saldo occupazionale presenta invece valori negativi.

Anche in questo trimestre la maggior parte delle assunzioni sarà a tempo determinato: 430 unità in termini assoluti, vale a dire il 66% del totale provinciale.
Queste saranno finalizzate soprattutto a realizzare attività stagionali, raggiungendo in questo caso le 110 unità (il 18% del totale provinciale). A queste si aggiungeranno, con valori intorno alle 100 unità rispettivamente le assunzioni per far fronte a picchi di attività (15%), quelle per “testare” i candidati prima di una possibile assunzione stabile (17%) e quelle per sostituire lavoratori temporaneamente assenti (17%) . Le assunzioni “stabili” (a tempo indeterminato o con un contratto di apprendistato) saranno a loro volta pari a 210 unità, vale a dire il 32% del totale. In particolare, i contratti di apprendistato potranno interessare il 28% dei giovani di cui si prevede l’assunzione.

Ma quali sono i settori più gettonati? Secondo la ricerca, “il 67% delle 650 assunzioni programmate a Cremona nel 1° trimestre del 2014 si concentrerà nei servizi, circa 7 punti in più rispetto al trimestre precedente. Diminuisce quindi il peso dell’industria (costruzioni comprese), che non supererà il 33% del totale. Tra i servizi, prevalgono le attività dei servizi alle persone, con 180 assunzioni (il 28% del totale provinciale). Seguono, a distanza, le attività degli altri servizi, con 100 assunzioni (16%), quelle del commercio (12%) e del turismo-ristorazione (7%). Nell’industria, il comparto che concentrerà una parte significativa delle assunzioni è quello della metalmeccanica ed elettronica (80 unità, il 12% del totale provinciale)”.

La richiesta di un’esperienza lavorativa specifica interesserà il 61% delle assunzioni previste dalle imprese della provincia di Cremona, quota inferiore alla media regionale (63%) ma uguale a quella nazionale (61%). In particolare, al 24% dei candidati sarà richiesta un’esperienza nella professione che sarà esercitata e al 37% un’esperienza almeno nel settore dell’impresa. L’esperienza è un requisito segnalato più spesso nell’industria rispetto ai servizi (66% delle assunzioni contro il 59%). Considerando i singoli comparti, la richiesta di esperienza specifica sarà più frequente nelle costruzioni (100% delle assunzioni), mentre negli altri comparti la quota di assunzioni con esperienza si attesta tra il 50 e il 60%.

Rispetto allo scorso trimestre si riducono le difficoltà attese dalle imprese di Cremona nel reperire i profili di cui necessitano. La quota di assunzioni difficili da reperire passa infatti dal 22 al 15% (a livello regionale si registra invece un aumento, dal 14 al 15%). Nella provincia, le difficoltà di reperimento sono attribuite più spesso all’inadeguatezza della preparazione dei candidati (9%) che non a una scarsa presenza delle figure ricercate (6%). Fra i diversi settori, le quote di assunzioni difficili da reperire sono comprese fra un minimo del 7% dei servizi alle imprese e un massimo del 27% delle industrie metalmeccaniche ed elettroniche.

Per quanto riguarda le fasce d’età, in questo trimestre, la quota di assunzioni rivolte ai giovani con meno di 30 anni si attesta attorno al 28% del totale, circa 5 punti in meno rispetto al trimestre precedente. Considerando però le assunzioni per cui l’età non è un requisito importante e ripartendole proporzionalmente fra le due classi di età (meno di 30 anni e più di 30 anni), si stima che le opportunità per i giovani potranno raggiungere il 56% delle assunzioni totali (contro il 67% del trimestre precedente).

Per quanto riguarda il genere, tenendo conto delle assunzioni per cui le imprese considerano uomini e donne ugualmente adatti a esercitare la professione e ripartendole in proporzione a quanto espressamente dichiarato, le “opportunità” per le donne in provincia di Cremona risultano pari al 49% del totale (erano il 48% nel trimestre precedente).

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