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Parco Fazioli, problema sicurezza: Perri tace, sopralluogo Galimberti

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Problema sicurezza nella zona della via ciclo-pedonale Ernesto Fazioli, tra via della Vecchia Dogana e via Dante. I cittadini hanno scritto al sindaco ma non hanno ancora ottenuto risposta. Nell’area in questione si parla di aiuole sporche, di collinette curate male in grado di offrire riparto a malintenzionati, di massi ingabbiati in una rete ritenuta da moti brutta e pericolosa, di lunghe strisce metalliche e di cestini arrugginiti. E qualche residente ha cominciato a chiamare questo spazio verde, costruito nel recente insediamento, il “parchetto della ruggine”.

Novantaquattro cittadini hanno protocollato una lettera indirizzata a Oreste Perri il 10 marzo. Hanno chiesto un interessamento del primo cittadino al problema ma, come detto, non hanno avuto risposta.

Lunedì pomeriggio nell’area si è recato il candidato sindaco del centrosinistra Gianluca Galimberti, per conoscere alcuni residenti, vedere di persona e approfondire la situazione. “E’ soprattutto una questione di sicurezza”, hanno detto i cittadini presenti. A novembre, proprio in questa zona, una anziana di 82 anni è stata strattonata e scippata mentre rientrava a casa. Davanti a un edificio in costruzione, a un altro caratterizzato da condizioni critiche e che, nonostante le finestre murate, risulta spesso luogo di dormitori abusivi, come raccontano gli stessi cittadini. Più in là un ampio spazio verde desolatamente vuoto e, in una piazzetta senza nome, una fontana a livello del terreno che, sottolineano i residenti, è stata accesa solamente per mezz’ora anni fa e poi mai più riattivata.

“Se non si possono abbattere le collinette, ne coprire la stradina nascosta – hanno aggiunto i cittadini -, almeno si aumenti il servizio di vigilanza, magari dotando la zona di una telecamera. E poi, mettano qualche pianta per rendere il parco più vivibile e più accogliente per anziani e bambini”.

“Attrezzare zone come queste – ha detto il candidato sindaco Galimberti – significa viverle e viverle vuol dire anche sicurezza. Senza queste cose il vostro parco è stato occupato prima da altri che dalle famiglie che ora se ne stanno lontane. Questa è anche una questione di solidarietà e di prevenzione sociale. Il vostro parco racconta di anni di mancanza di pianificazione della città, di uno sviluppo urbanistico non pensato”.

La fontana spenta

Le collinette

Il sopralluogo di Galimberti

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