Un commento

Cultura, bilancio comunale in rosso Spese coperte per il 7,4%

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Introiti per 116mila euro e spese per 1 milione e mezzo. La cultura notoriamente costa e nessuno si aspetta che dia un ritorno economico diretto (quello indiretto sì), ma i freddi numeri sono impietosi per il divario entrate – uscite. Tra i documenti allegati al bilancio comunale  di previsione 2014, approvati la scorsa settimana in Giunta, c’è anche la stima della copertura dei servizi a domanda individuale.  Scuole, asili, mense, e anche musei. La previsione per l’anno appena iniziato è di 110mila euro di entrata da tariffa (a cui si aggiungono 6mila euro di contributo provinciale): sono i biglietti per la visita ai musei del Sistema Museale cittadino, comprendente Pinacoteca (con Stanze della Musica) e Museo di Storia Naturale a palazzo Affaitati, museo archeologico di san Lorenzo e museo del Cambonino. Gli Archi storici un tempo a palazzo comunale sono oggi parte integrante del Museo del Violino.  Nella voce uscite, il capitolo più grosso è costituito dalle spese per il personale, 808mila euro; 575mila sono prestazioni di servizi, 35mila utilizzo beni di terzi e 134mila euro sono destinati ad oneri straordinari per la gestione corrente. In tutto 1 milione 560mila euro di uscite, quindi con copertura del servizio pari al 7,43%, il tasso più basso tra tutti i servizi a domanda individuale del Comune. Di poco superiore la copertura per gli impianti sportivi: 9,58% con 130mila euro di entrate e 1.356.500 di uscite. I costi degli asili nido hanno un tasso di copertura  preventivato del 33,9% (475mila euro entrate; 1.401.600 uscite); le mense delle scuole elementari del 67,43%; quelle delle scuole materne 55,03%.

Il settore Museale paga (anche) la politica tariffaria delle sedi museali cittadine. Nonostante le numerose iniziative messe in campo dall’amministrazione in questi anni per attirare nuovi visitatori, sfruttando anche la possibilità di organizzare eventi musicali nel cortile di palazzo Affaitati, le spese sono troppo alte per restringere la forbice tra entrate ed uscite.  Dei quattro musei ad esclusiva gestione pubblica solo la Pinacoteca ha un biglietto d’ingresso in linea con quello di altri musei nazionali, 7 euro la tariffa intera. E da quest’anno pagano 1 euro ciascuno anche i bambini delle scolaresche in visita (fino allo scorso anno per loro era gratuito). Il Museo archeologico applica un ingresso di 3 euro, prezzo contenuto a causa delle piccole dimensioni e nonostante la bellezza dell’allestimento in san Lorenzo.  E’  aperto con orario leggermente ridotto (9-13). Completamente gratuiti invece il Museo di Storia Naturale e quello del Cambonino. Per il Museo del Violino, biglietto cumulativo con i musei comunali di 16 euro.

E il settore Cultura, considerato servizio  “non fondamentale” ai sensi di legge per i Comuni, resterà tra poco senza guida tecnica. Dal 1 maggio andrà ufficialmente in pensione la dirigente Ivana Jotta e il Comune, nell’ambito della riorganizzazione del personale, non ha alcuna intenzione di sostituirla. Probabilmente le sue funzioni verranno assunte dal dirigente dell’Area di riferimento.

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Commenti
  • pinco pallino

    La carta stampata parla alla pancia ma chi ha “ idee” le rivolga alla ricostruzione civile e sociale della società cremonese da tempo abbandonata a se stessa
    ed all’inciucio .

    La città inoltre è preda del colore blu sui posteggi: manca solo il torrazzo.

    E’ anche questo un sintomo del degrado.

    Chi ha avuto in mano la cultura non ha avuto la preparazione e la “cultura” per
    svolgere detto delicato compito.

    Se a Cremona è un onere qualcuno si deve chiedere perché a Mantova è un affare.

    Ergo : chi di dovere parli anche al cervello.!!