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Padanie Acque Gestioni, la politica prende tempo

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Non è ancora tempo per rinnovi di cariche  a Padania Acque Gestioni, la società nata dalla fusione dei rami d’azienda del servizio idrico delle vecchie municipalizzate provinciali, con la partecipazione diretta, quali azionisti, dei Comuni. Il peso del Comune capoluogo, all’interno della società, è troppo pesante perchè si possa andare al rinnovo del Cda appena un mese prima delle elezioni per il sindaco. E così, con ogni probabilità, le nomine verranno fatte successivamente, a differenza di quanto avvenuto, ad esempio, per Autostrade Centropadane. Anche qui c’è un Cda in scadenza e sia Comune che Provincia hanno già designato chi li rappresenterà: l’avvocato Sciumé la prima; l’avvocato Giovanni Guareschi la seconda. In attesa di una più che probabile cessione delle quote detenute dagli azionisti pubblici bresciani ad un privato.

Ma al momento è il tema del servizio idrico a tenere banco. Dopo esser stato per  tre anni al centro del dibattito politico in Provincia, con i tentativi di dar vita ad una società mista per la gestione, da parte del presidente Salini, il tema acqua pubblica è tutt’altro che esaurito. Questa sera – 15 aprile – si tiene l’assemblea straordinaria di Padania Acque Gestoni con approvazione dello statuto e nomina della commissione degli 11 (di cui sei nominati dalla Provincia) tenuta al controllo analogo. Il Pd ripresenterà il proprio emendamento per ribadire il concetto di acqua bene comune  e sgomberare il campo da ogni equivoco. Difficile però che stavolta possa essere accettato, dopo varie bocciature. Dopodichè la gestionale sarebbe in grado di ricevere l’affidamento diretto del ciclo idrico. Ma c’è chi come l’Udc Giuseppe Trespidi, si chiede: “Può l’attuale Consiglio di amministrazione operare nel pieno della legittimità essendo costituito da tre dipendenti di Società pubbliche anziché da dipendenti di tre Comuni come prevede la legge Monti?” Per il segretario provinciale Udc la risposta è affermativa: “Occorre il coraggio di riconoscere al Presidente Ercole Barbati la legittimità a proseguire in un mandato che l’ha visto non solo parte attiva ma protagonista insieme al suo Vice Alessandro Lanfranchi – ora Presidente di Padania Acque Patrimonio – in tutte le fasi di costruzione della Società Padania Acque Gestioni. Forza. Facciamo vedere ai cittadini cremonesi che la nostra è una politica che sa decidere”. Ma il centrodestra, di cui il cremasco Barbati è espressione, è tutt’altro che univoco sulla questione. In caso si preferisse procedere all’affidamento del servizio solo dopo aver rinnovato i vertici societari,si andrebbe  sicuramente al prossimo autunno. Con un’ impasse non da poco sull’esecuzione delle opere idriche necessarie all’erogazione del servizio, impellenti soprattutto nei comuni minori.

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