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Sepolture, il pasticcio dell'incarico esterno Interviene l'Ispettorato

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E’ finito con un verbale di non  conformità da parte dell’Ispettorato del Lavoro – e con il conseguente obbligo per il Comune di porvi rimedio –  il discusso affidamento delle sepolture e di altri servizi cimiteriali alla cooperativa sociale Idea Lavoro. Un’esternalizzazione decisa lo scorso anno  dal Comune in quanto tra i dipendenti non c’era personale sufficiente a svolgere il servizio. Per questo era stata avviata una collaborazione con la cooperativa di tipo B, già accreditata nell’apposito elenco comunale: una prima volta a giugno 2013, per sei mesi, per una spesa compelssiva di euro 26.136; poi rinnovata una seconda volta per lo stessso importo e per la stessa durata a gennaio di quest’anno. Tecnicamente un “incarico di supporto operativo strumentale al conseguimento delle sepolture”, in attesa che la prossima amministrazione decidesse la forma migliore di svolgimento dei servizi cimiteriali, (in vista c’è anche una possibile gara per l’affidamento esterno). Tutto sembrava filare liscio, nonostante i dubbi espressi dall’opposizione del Pd, in particolare di Caterina Ruggeri, che lamentava la scarsa chiarezza dell’affidamento. Fino alla visita dell’Ispettorato del Lavoro che, il 5 marzo scorso rilevava “una condotta non conforme causata dalla commistione, in fase esecutiva, tra i lavori svolti dai dipendenti del Comune di Cremona  e quelli della cooperativa Idea Lavoro, stabilendo la data del 14 aprile  2014 per sanare l’errore tecnico riscontrato”. Così scrive l’assessore Claudio Demicheli in risposta alla nuova interrogazione di Maura Ruggeri (Pd) dello scorso 18 marzo. Il rimedio – così spiega sempre Demicheli – arrivava stipulando un nuovo e diverso incarico per una cifra di 50mila euro, per 4 mesi rinnovabili di altri due, che prevede che tutte le operazioni di sepoltura siano a carico della stessa cooperativa con l’utilizzo delle attrezzature di proprietà comunale. In altri termini: poiché la Cooperativa dovrebbe essere dotata di attrezzature di cui non dispone, il Comune le concede in uso gratuito quelle di sua proprietà.

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