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'Humans of Cremona', tre studenti raccontano la vita di gente comune

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La semplicità è alla base del progetto “Humans of Cremona”: una fotografía di una persona comune, incontrata per caso in città, e accanto una breve conversazione con la persona immortalata. Il risultato è una carrellata di storie, esperienze, riflessioni, a volte profonde e toccanti. La pagina pubblica su Facebook di “Humans of Cremona”, aperta il 4 febbraio, ha già fatto registrare circa 5mila iscrizioni. Ogni post, normalmente uno al giorno, porta a centinaia di visualizzazioni, “Mi piace” e condivisioni. I protagonisti di questi post, come accennato, sono persone comuni, fermate per strada. A loro viene rivolta una semplice domanda (o comunque viene raccolta la prima riflessione che di getto queste persone intendono “condividere”) e viene scattata una fotografia.

C’è ad esempio la ragazza che invita a non lasciarsi guidare dai pregiudizi: “C’era un ragazzo che ritenevo molto fastidioso, gretto a pelle. Non mi riusciva avere alcun tipo di rapporto. Un giorno mi è capitato di dover chiamare un ambulanza e al pronto soccorso c’era lui. Ha salvato la vita a una persona. Ognuno di noi ha qualcosa di buono”. Oppure il suonatore di flauto traverso che invita a “trovare la fede, è la cosa più importante”. C’è il cittadino che riflette: “I ragazzi di oggi sono abituati a godere di quello che hanno e lottare molto poco per quello che non hanno”. Il liutaio straniero che dice tra le altre cose: “Cremona è la mia casa”. La coppia che racconta il primo incontro o il momento più duro. Il bambino che indica il padre e dice: “Cosa preferisco di lui? Che vuole sempre giocare con me”. Il cittadino che racconta della sua esperienza di vita all’estero. O l’immigrato che parla della sua vita dalle nostre parti.

Tante storie e tante fotografie, magari di persone che qualcuno ha incrociato spesso in città ma che non conosce. “Humans of Cremona” è la versione locale dell’originale “Humans of New York”, blog con pagina Facebook da 4,6 milioni di iscritti, progetto firmato dal fotografo Brandon Stanton. In molte grandi città del mondo (Milano e Roma comprese) sono nate esperienze simili. Nella nostra città la pagina “Humans of Cremona” è stata aperta da alcuni studenti del liceo Manin. Nicolò, 21 anni, è uno di loro: “Siamo in tre. Io, Giovanni e Ambra. Ci dividiamo i compiti, tra foto e interviste, compiti che sono intercambiabili. Alcuni mesi fa, dopo una precedente esperienza di volontariato, sono tornato in India per consegnare delle donazioni raccolte nella nostra scuola per la costruzione di un nuovo edificio per un orfanotrofio. E’ in India che ho apprezzato una versione locale del progetto Humans, poi sono risalito alla pagina ‘Humans of New York’. Tornato a Cremona, io, Giovanni e Ambra abbiamo deciso di iniziare con ‘Humans of Cremona’. Siamo molto soddisfatti di come sta andando. E’ divertentissimo. La parte che preferisco è quando le persone che fermiamo si aprono con noi, dopo poco. E’ un formato molto immediato”.

m.f.
redazione@cremonaoggi.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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