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Canonizzazione papi, cremonesi a Roma Tributo di Perri a Giovanni Paolo II

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Foto Sessa

Anche Cremona vive la canonizzazione dei due papi. In mattinata il sindaco Oreste Perri, ai giardini pubblici di piazza Roma, ha deposto un cesto di fiori al cippo dedicato al pontefice Giovanni Paolo II. Era presente anche il candidato Gianluca Galimberti.

Il 6 maggio del 2006 si tenne la cerimonia per l’intitolazione dei giardini pubblici di piazza Roma a S.S. Giovanni Paolo II, presente il vescovo di Cremona Dante Lafranconi. Quella cerimonia sancì in modo ufficiale la decisione presa dalla Commissione toponomastica che, valutata la richiesta formulata dal consigliere comunale Giuseppe Ceraso di intitolare i giardini pubblici di piazza Roma alla memoria di Giovanni Paolo II, espresse parere favorevole all’unanimità, tenendo conto della figura carismatica del pontefice, da poco scomparso, e del fatto che i giardini non avevano mai avuto una propria denominazione. “Siamo qui, nei  giardini che Cremona ha voluto dedicare a Giovanni Paolo II, mentre a Roma avviene la sua canonizzazione. A nove anni dalla sua morte, il momento tanto atteso dai fedeli, che lo hanno amato non solo come si fa con una guida ma come fosse uno di loro, è arrivato – ha detto il sindaco -. Sarà proclamato Santo insieme ad un altro Papa, il “Papa Buono”, Giovanni XXIII. E’ il “giorno dei due papi”, uniti da un un unico filo, quello della loro capacità di rimanere uomini semplici e concreti, continuando a coltivare i rapporti umani facendo grandi cose.

Karol Wojtyla ha saputo con saggezza e determinazione cambiare il corso della storia di tanti popoli. Uomini e donne si sono sentiti cercati personalmente, a ciascuno di loro ha affidato un ruolo determinante, consapevole di come l’esistenza di tutti si compia prima di tutto con le scelte quotidiane, anche piccole, magari apparentemente insignificanti, di ognuno.
Lo ha fatto dall’inizio, con quel grido “Non abbiate paura” che il giorno del suo insediamento il 22 ottobre 1978 lanciò come monito ai fedeli che gremivano Piazza San Pietro. E lo ha fatto alla fine, quando affacciato alla finestra, con il volto stravolto dalla sofferenza, ha provato a parlare alla sua gente senza la forza di riuscirci ma anche senza timore di esibire il proprio dolore.
E’ stato un pastore coraggioso, un esempio per i cattolici e non solo, convinto che la vita delle persone sia fatta quotidianamente di sfide difficili. Lui stesso, con tenacia, ha messo in pratica questo credo, diventando pellegrino nel mondo e messaggero di pace, perdonando chi aveva attentato alla sua vita, affrontando infine la morte.

‘Non abbiate paura’ deve essere un invito irresistibile a guardare avanti con speranza, da cogliere anche ora, soprattutto ora, in questo momento storico in cui guardare al futuro sembra essere un’impresa ardua: occorre vincere il timore e chiedersi che cosa ciascuno di noi, con la propria forza di volontà, può fare”.

Ma da Cremona c’è anche chi ba voluto andare fino a Roma per assistere in prima persona alla canonizzazione dei due papi. Si tratta dei giovani dell’oratorio di Cristo Re che, sotto la guida di don Diego Pallavicini, vicario, sono giunti venerdì nella Capitale. Dapprima hanno prestato subito servizio alla mensa della Caritas, appuntamento che per loro è diventato irrinunciabile, ogni anno. Nel pomeriggio di sabato si sono quindi diretti in piazza San Pietro, incontrando tanti pellegrini come loro. Già dalle quattro di domenica mattina erano in coda per raggiungere il luogo della celebrazione, ma solo verso le sei e trenta sono riusciti ad entrare in via della Conciliazione scorgendo da lontano il Cupolone. Non sono riusciti ad entrare in una piazza davvero troppo gremita, ma è stata comunque “Un’emozione unica. E’ comunque bellissimo essere qui” ha commentato don Diego.

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