Un commento

Carlo Recchia di Formigara vincitore dell'Oscar Green 2014

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C’è anche un cremonese, Carlo Recchia di Formigara con il suo mais nero, tra i vincitori dell’ambìto Oscar Green. Dal ragazzo che ha fatto rinascere in Lombardia un’antichissima varietà di mais nero a quello che sperimenta il negozio mobile per le sue fragole “volanti”. C’è chi ha scelto la montagna per trovare una nuova dimensione di vita e di lavoro e chi ha inventato la carta d’identità elettronica per i suoi salumi. Sono solo alcune delle esperienze ideate dai giovani imprenditori lombardi della Coldiretti, premiati domenica mattina al Circolo della Stampa di Milano, nell’ambito della manifestazione “Lombardia Expo Tour”, con la consegna degli Oscar Green 2014. Storie di idee e lavoro di chi in tempo di crisi ha scommesso sull’agricoltura come leva per rilanciare il Paese.

Oltre 80 le aziende lombarde iscritte all’Oscar Green 2014, il premio promosso da Coldiretti Giovani Impresa su tutto il territorio nazionale per evidenziare e dare spazio all’innovazione in agricoltura. Dieci le imprese premiate: oltre a tre menzioni speciali, sono stati assegnati i premi per le categorie “Ideando”, “Stile e cultura d’impresa”, “Non solo agricoltura”, “In Filiera”, “Campagna Amica”, “Esportare il territorio” e “Paese Amico”.

I vincitori, oltre a Carlo Maria Recchia di Formigara (Cr), sono: Alex Carenzio di Pavia, Guglielmo Stagno d’Alcontres di Milano, Riccardo Porcini di Malonno (Bs), Silvano Sonzogni di Zogno (Bg), Gianluca Bombana di Guidizzolo (Mn), Giacomo Luigi Ruiu di San Fedele Intelvi (Co), Mattia Villajuan di Cuasso al Monte (Va), Nicola Bongiolatti di Berbenno di Valtellina (So) e il Comune di Bergamo.

“Le esperienze testimoniate da Oscar Green confermano la voglia di fare degli agricoltori “under 40” che, nonostante la crisi, le difficoltà di accesso al credito e la burocrazia, scommettono sulla terra puntando sulla valorizzazione del territorio e sull’export” spiega Stefano Ravizza, delegato Giovani Impresa Lombardia. “Il dinamismo e le storie di questi giovani – conclude Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia – testimoniano la vitalità della nostra agricoltura. In un momento di crisi come l’attuale assistiamo al ritorno alla terra da parte di ragazzi e ragazze che vedono nel comparto un’attività su cui scommettere per fare reddito, tutelare il territorio e rilanciare l’economia nazionale”.

A Formigara, in provincia di Cremona, Carlo Maria Recchia ha recuperato la coltivazione del mais Corvino, una delle varietà più antiche del mondo conosciuta già al tempo dei Maya e degli Inca. Classe 1993, Carlo produce una farina con la quale prepara una polenta molto scura dal sapore inteso, biscotti, e un pane che si mantiene morbido per diversi giorni. La macinazione del mais nero è a pietra, un processo che permette di conservare tutte le proprietà del prodotto. Per il futuro Carlo ha già in mente di lanciare sul mercato altri prodotti quali la birra di mais Corvino già in fase di sperimentazione.

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Commenti
  • Francesco

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