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Ospedale, debutta la week surgery, nuovi posti al pronto soccorso

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Altro passo avanti nella riorganizzazione dell’ospedale, secondo il modello regionale dell’intensità di cura, che manda in soffitta, anche per ragioni  di sostenibilità economica i vecchi reparti. La direzione generale ha dato il via libera all’attivazione di 10 nuovi posti letto a fianco del pronto soccorso, al piano interrato dove si trovava la neurologia. Una nuova astanteria dove verranno tenuti in osservazione i casi più seri che accedono al pronto soccorso, sotto forma di “ricovero breve” ma ad elevato contenuto diagnostico. Il servizio è destinato a pazienti che non presentano necessità di intervento chirurgico o di trattamenti intensivi, bensì di “un rapido inquadramento ai fini di un corretto indirizzo ai reparti di riferimento o per il rientro a domicilio, con eventuale procedura di dimissione protetta”.

L’astanteria è solo un tassello della fusione tra le due vecchie unità operative di Neurologia e Neurochirurgia che in questo nuovo modello vengono integrate assicurando così continuità assistenziale, clinica e logistica. Partirà infatti anche la week – surgery, formula di ricovero di cinque giorni, dal lunedì al venerdi, per interventi chirurgici a bassa – media intensità. Infine si procedereà all’adeguamento della riabilitazione specialistica – aziendale.

Il progetto che sta prendendo forma non produrrà un aumento dei posti accreditati, anzi la tendenza che sta andando avanti  è quella di una progressiva diminuzione, nel rispetto della spending review. In questo ambito rientra anche  il taglio dei manager, con la riorganizzazione delle dirigenze su scala regionale. Una vera e propria rivoluzione del sistema, almeno nelle intenzioni, che il governatore Roberto Maroni ha deciso di portare avanti personalmente, dopo gli scandali giudiziari che hanno travolto la sanità nell’era di Formigoni con strascichi che hanno riguardato anche Cremona. Nella bozza di riforma che circola in Regione (tutt’altro che definitiva), si prevede la creazione di aziende sanitarie integrate, che metteranno insieme sotto lo stesso cappello tutti gli attori della filiera sanitaria: cure ambulatoriali (medico di famiglia), ospedaliere, sociosanitarie, di riabilitazione e per malati cronici. Bacino di riferimento di ciascuna azienda saranno circa  500 mila abitanti. Un gradino più sopra sono previste  strutture gestionali di controllo, per un bacino di almeno 1 milione di abitanti. Ma la discussione tra partiti sarà ancora molto lunga.

Il 27 maggio, il consiglio regionale ha approvato la legge sulla razionalizzazione della spesa sanitaria. Recependo le disposizioni della Corte costituzionale, la Regione consente alle Aziende Sanitarie lombarde di ricorrere ad assunzioni di personale a tempo determinato o regolate da altre forme flessibili di contratti di lavoro, purchè tale personale sia “strettamente necessario al fine di garantire le attività di emergenza e urgenza e i livelli essenziali di assistenza”. A seguito della richiesta di discutere il documento di censura presentato nei confronti dell’Assessore regionale alla Salute, calendarizzato per la seduta del 10 giugno, i gruppi di minoranza hanno abbandonato l’Aula e non hanno partecipato al voto, trattandosi di un provvedimento di materia sanitaria di competenza dello stesso assessore. “La legge sulla razionalizzazione della spesa sanitaria approvata in Aula ” -ha spiegato il relatore e Presidente della Commissione Sanità- “è necessaria in considerazione dell’urgenza di far fronte, sia in termini assistenziali sia in termini di attività di controllo, alla straordinarietà di un evento come Expo”. Il tutto nell’ottica di “salvaguardare il fondamentale diritto alla salute continuando a perseguire contemporaneamente anche l’esigenza di contenimento della spesa sanitaria”.

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