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Fondi europei, questi sconosciuti 48,6 milioni a Cremona in sette anni

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Fondi per la coesione: entità poco conosciute con cui si indicano soprattutto finanziamenti europei (conosciuti come fondi Fas e Fesr) per favorire enti locali e soggetti privati negli investimenti in opere di pubblica utilità. Non solo strade e ponti, ma anche  sostegno alle politiche sociali, ammodernamento delle pubbliche amministrazioni, strutture ricettive e molto altro. Praticamente tutte le forze politiche in competizione per le elezioni, europee e locali, hanno in qualche modo tirato in ballo la necessità che il pubblico migliori la sua capacità di intercettare, mediante adeguata progettazione, i fondi europei. Ma finora cosa è stato fatto? L’osservatorio Open Coesione (www.opencoesione.gov.it, portale del dipartimento per lo sviluppo economico e la coesione economica) mostra in che modo gli enti locali  e i privati hanno saputo agire.

IL QUADRO NAZIONALE – La maggior parte dei finanziamenti (per un totale di 74,9 miliardi di euro in Italia tra 2007 e 2013) riguarda il settore trasporti: tra i più rilevanti a livello nazionale, c’è ad esempio il completamento della linea 1 della metropolitana di Napoli. La Lombardia, nello stesso periodo di tempo, è stata destinataria di finanziamenti per 2,1 miliardi (214 euro per abitante) per un totale di 311.401 progetti e pagamenti effettuati per 1,3 miliardi. E in provincia di Cremona? Qui sono arrivati, nei sette anni sotto osservazione, 48,6 milioni, con pagamenti effettuati per circa la metà della cifra, 24 milioni.  Pro capite, fanno 133 euro a testa. 30 milioni riguardano progetti concentrati nel solo capoluogo.

FONDI EUROPEI IN PROVINCIA DI CREMONA – Il grosso dei  finanziamenti (12,5 milioni) e quindi dei progetti riguarda il settore dell’istruzione: si va dal milione di euro intercettato per adeguamenti strutturali all’edificio scolastico dell’Apc, al finanziamento dei corsi professionali in vari enti. Oltre 4 milioni 400mila euro sono stati destinati alla riqualificazione di una scuola, il complesso “Immacolata” di Soresina, che è anche il secondo intervento più costoso tra quelli finanziati con fondi Fesr. Il secondo riguarda l’eliminazione dei passaggi a livello sulla Cremona-Mantova (capitolo Trasporti): un totale di 6.261.225 euro, di cui 2.480.071 dall’Unione Europea, il resto da stato e altri enti (anche il Comune di Cremona ha partecipato con 3 milioni). 1,5 milioni sono arrivati per finanziare il raddoppio della carreggiata tra la rotonda di via Mantova e il casello di san Felice; 1,4 per la tangenziale est di Soresina. 1 milione di euro per il rifacimento del piazzale della stazione ferroviaria; 929mila per il collegamento ferroviario con il porto.

A parte le infrastrutture, risulta scarsa la presenza del Comune di Cremona, e più in generale della provincia, nella progettualità relativa a tutti gli altri settori. Per il commercio e turismo, solo 5 i progetti in essere, di cui il maggiore (Isole e Foreste) per 4,3 milioni, riguarda la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale lungo le sponde fluviali, da Crotta d’Adda fino a Viadana. Il Comune di Cremona non risulta attuatore  principale di alcun progetto, mentre interessanti contributi sono andati a privati che hanno trasformato le loro proprietà in ostelli per la gioventù: 500mila euro a quello di Casteldidone nel castello Mina della Scala; 487.340 a quello di Rivarolo del Re; 446mila all’ostello di Cremona.

CATEGORIE INTERVENTI  – IMPORTI FINANZIATI IN PROVINCIA DI CREMONA 2007/2013

Alla voce ‘inclusione sociale’, 8.451mila euro di progetti in corso, troviamo soprattutto corsi di formazione professionale presso gli istituti accreditati; mentre in ‘ricerca e inovazione’ ci sono una quarantina di progetti, molti dei quali proposti da soggetti privati (laboratori, aziende, anche televisioni locali). Nessun ente pubblico risulta all’appello. E nessun progetto, né pubblico, né privato, risulta in capitoli importanti come “rafforzamento della pubblica amministrazione” (quando comuni ed enti locali sono soliti piangere miseria per i tagli subiti); zero anche in “Agenda digitale”, “Ambiente”, “Città ed aree rurali”.

IL SUD SFRUTTA DI PIU’ LE RISORSE ESTERNE – Ne esce un quadro non positivo di come il territorio ha saputo sfruttare negli ultimi sette anni i fondi esterni, accessibili mediante bandi molto complessi da perfezionare. Il Comune di Cremona è stato bravo ad intercettare fondi per le infrastrutture, ma fatta ecccezione per rotonda di via Mantova e eliminazione passaggi a livello, ben poco è stato attratto. Per fare un paragone con province vicine, a Mantova sono arrivati 54,5 milioni (25,3 pagati, pro capire 131 euro); a Lodi 33,9 milioni, 149 pro capite; a Pavia 36,8, 67 euro per ciascun abitante. Guardando altre regioni, la vicina Parma ha attirato sul teritorio provinciale finanziamenti per 92,8 milioni (209  euro pro capite); Piacenza 86 milioni (296 pro capite). L’Italia del Nord  e centrale appaiono comunque molto più lente nell’intercettare finanziamenti, mentre regioni come Campania, Puglia, Sicilia sono efficientissime: solo nell’isola, ad esempio, il finanziamento pro capite è stato nel periodo considerato pari a 3.155 euro (15,9 miliardi complessivi).

Giuliana Biagi

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