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Ballottaggi a sorpresa, già finito l'effetto Renzi?

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Sopra, la prima uscita pubblica di Galimberti dopo l’esito del ballottaggio alla Giornata dell’Economia in Camera di Commercio (foto Sessa)

Sorprese nella seconda ondata elettorale:il Pd ha frenato di  brutto. Improvvisamente. Livorno la rossa è passata ai 5 Stelle, Perugia a Forza Italia,Padova alla Lega. L’astensionismo  è schizzato in alto. I democratici hanno tenuto in altre roccaforti, come ad esempio  Modena dove però le urne erano semivuote. A Cremona hanno vinto mandando a casa Perri .Non è stata una grande impresa conoscendo i sostenitori dell’ex ct della canoa.Che vuol dire tutto ciò? Che l’effetto Renzi è già finito? Quanto hanno pesato le inchieste giudiziarie di Venezia,il malaffare collegato, il problema degli sbarchi continui (i centri di accoglienza sono al collasso), la vicenda dei Marò, lo scandalo dell’Expo,i disoccupati che aumentano,le sonore bocciature rifilate a Pittibimbo (quella della Commissione europea e quella di Standard & Poor’s)?.  Eppoi la Tasi arrivata dopo la stangata dell’Imu,gli investimenti che scappano dall’Italia (sono crollati del 58% negli ultimi sette anni).Colpa di cattiva reputazione,burocrazia,malagiustizia. Ecco,tutto ciò quanto ha pesato sui ballottaggi?Oggi i “primi cittadini” “sono sempre più figli di minoranze” come ha osservato Massimo Franco sul Corrierone.Io credo ci sia ( anche) dell’altro. Proprio domenica 8 giugno, il giorno delle urne in 148 comuni,Diego Della Valle,famoso industriale delle scarpe e dell’abbigliamento con “zampini” ovunque,se ne era uscito così:”Ho conosciuto cinque ministri,tre sono emeriti deficienti”. Ha scritto Feltri: “E’ subito partita la caccia al cretino”. Poi ci si è messo Squinzi,il paròn di Confundustria: “Il premier inizi le riforme,adesso non può più nascondersi”. Traduco: se Renzi non si muove  in fretta, addio ripresa,addio lavoro per i giovani. Il popolo non ha più fiducia nella Politica.Appena due settimane fa i titoli dei giornali erano al neon. Ricordo il Corriere del 26 maggio. “Vince Renzi,Pd mai così forte,battuto Grillo”. Idem su La Stampa,il giornale di John Elkann (presidente) e Luca Cordero di Montezemolo (consigliere): “Renzi vola,flop di Grillo”. Ma appena sotto  il titolone  ecco  il severo ammonimento:”Francia alla Le Pen”. Quasi un avvertimento contro gli abbandoni etilici scoppiati nel Paese. Curioso il reportage torinese  a pagina 9: ”La destra in Veneto sceglie Renzi”.Infatti a Padova ha vinto Massimo Bitonci,senatore leghista,anni 48.Persino il giornale di Sallusti sparava un titolo psichedelico a tutta pagina :”Grillo ha perso”.Appena due settimane fa il Partito democratico vinceva anche le regionali: in Piemonte con Chiamparino, in Abruzzo con D’Alfonso. A Firenze c’è stato un plebiscito per Nardella. Piazza Affari è stata la migliore d’Europa con un +3,61% con lo spread crollato a 156 punti. Budino Hollande,temendo la nascita dell’asse italo-tedesco e di una Unione europea modellata (anche) sulle esigenze del Belpaese, si è messo a piagnucolare. Scene tristi.Matteo Renzi dopo la vittoria schiacciante del 25 maggio ha fissato – è vero – la scadenza del suo governo nel 2018 ma,conoscendo i compagni di squadra ,ha scandito il ritmo alla prima direzione del partito. In sostanza ha detto: per mantenere questo 40% dovete solo seguirmi.Ed infatti la guerra fra la vecchia classe dirigente del Pd e Matteo si è sgonfiata .Era iniziata nel novembre 2010 alla Leopolda. Ricordate  la Bindi? Diceva: “Renzi non ha argomenti e non sa fare neppure il sindaco”. Oggi Rosy Mundi sostiene :”Quando doppi l’avversario,nulla da dire. Ha superato pure la mia Dc”. E ricordate Bersani’ ? Sosteneva: “Portare Berlusconi al Nazareno! Ragazzi che ca…ta”. Oggi – oplà –  l’ex leader del Pd che diceva “non siamo qui ad asciugare gli scogli” o a” pettinare le bambole,  tuona con fierezza: “Renzi è stato bravissimo a trovare empatia con un Paese impaziente”. Questi verdetti elettorali così diversi e così contradditori nello spazio breve di due settimane “sono indizi di un Paese che sta cercando nuovi equilibri e che comincia a sperimentarli votando,o astenendosi, nelle città”. Se andassimo alle urne fra un mesetto troveremmo altre sorprese. O no?

Enrico Pirondini

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