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Rapina con coltellino al parco, due minori identificati e denunciati

Polizia--in--evidenza

Due minorenni identificati dalla polizia e denunciati per una rapina messa a segno con un coltellino (due smartphone il bottino) ai danni di altri due minori. Il colpo è stato realizzato nel pomeriggio del 12 giugno, al Parco Po di Cremona. Le indagini sono partite dopo l’allarme dato in Questura dalle famiglie delle vittime poco dopo la rapina e nelle scorse ore il cerchio si è chiuso attorno ai due baby-rapinatori. Secondo quanto ricostruito l’illecito è stato concretizzato nell’area di un canneto: uno dei due denunciati, avvicinatosi, ha sfruttato la disattenzione delle due vittime (distratte dall’altro ragazzino) per impossessarsi di due iPhone e di un coltellino svizzero presenti nei cestini delle biciclette lasciate qualche metro più in là. Un accenno di reazione, stando alla ricostruzione, è stato bloccato da uno sguardo deciso accompagnato dalla minaccia della lama del coltellino messa in bella mostra, oltre che dall’alt intimato verbalmente dall’altro baby-rapinatore.

La successiva fuga a piedi dopo il colpo andato a segno è stata inutile. Sulla base della descrizione ricevuta e dei primi elementi raccolti la squadra mobile della polizia ha identificato nella stessa serata uno dei due, che, accompagnato in Questura assieme al padre, ha ammesso la proprie responsabilità. Rispondendo alle domande dei poliziotti ha però raccontato che gli iPhone erano in possesso dell’altro ragazzino ma di non essere in grado di riferire le generalità o un’utenza telefonica del complice. Il secondo ragazzino, con ulteriori accertamenti, è stato identificato successivamente: arrivato in Questura, assieme alla madre, ha anche lui ammesso l’azione e ha consegnato spontaneamente i due iPhone. Entrambi i minori (un romeno e un marocchino di 15 e 17 anni) sono stati denunciati all’autorità giudiziaria competente per la loro età (e devono fare i conti con i propri genitori, visibilmente arrabbiati per quanto accaduto). L’accusa è di rapina aggravata in concorso. I telefonini sono stati riconsegnati ai proprietari. Dalla Questura sottolineano che si tratta di un gesto isolato, non maturato in ambienti scolastici e nemmeno legato a precedenti vicende avvenute a scuola.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

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