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Tribunale: code e polemiche all'Urp La dirigente Poli: "Vi spiego perché, ma la giustizia è allo sbando"

TRIBUNALE-EVID

Quasi un’ora e mezza di coda, questa mattina, per gli avvocati in attesa davanti all’ufficio Urp del tribunale per l’ultimo giorno di deposito dei decreti ingiuntivi cartacei (da lunedì parte il processo civile telematico). Proteste e lamentele degli avvocati, che nella settimana clou del passaggio dal cartaceo al telematico hanno trovato a riceverli dietro il banco solo un dipendente su tre a sbrigare la mole di lavoro.

Gli altri due, infatti, sono in ferie. “Anche ieri c’erano code. E’ possibile che mandino in ferie il personale proprio la settimana prima dell’avvio del procedimento telematico ?”, si e’ chiesto qualcuno. Ed altri hanno commentato: “già nell’ufficio Urp e’ convogliato tutto il lavoro che prima svolgevano le cinque, sei cancellerie. In una situazione come questa non potevano mandare qualche cancelliere in supporto?”. “Non ci vuole una strategia da multinazionale, basta un pallottoliere”.

E mentre giù, al piano terra, code e polemiche divampavano, nel suo ufficio al primo piano la dirigente Laura Poli ha dato una spiegazione, partendo dai numeri. “Il personale amministrativo dovrebbe avere più di 70 persone, invece il Ministero ne ha previste 54, ma ne sono presenti solo 45, un terzo delle quali sono commessi e autisti, ruoli importantissimi, ma non hanno potere di firma”.

“Il tribunale di Cremona e’ molto penalizzato”, ha continuato la dirigente, “le decisioni sono state prese a tavolino molti anni fa e senza tener conto dei carichi di lavoro. In più l’accorpamento ha accentuato queste problematiche. Da Crema e’ arrivato il 25 per cento in meno del personale amministrativo, mentre il lavoro e’ aumentato del 100 per cento”. Per quanto riguarda il problema ferie, la Poli ha spiegato: “la gente ha diritto di andare in ferie, il contratto prevede che le stesse siano spalmate tra giugno, luglio e agosto. Non dimentichiamo che ci sono state anche le elezioni amministrative di Cremona e Casalmaggiore su doppio turno e quelle europee. Non ho potuto mandare personale in ferie in maggio. Purtroppo sono disfunzioni che ricadono sul cittadino a cui non si può porre rimedio, non si possono fare miracoli”.

La dirigente è poi tornata sul processo telematico: “da lunedì entra in vigore il processo telematico, la trasmissione obbligatoria di tutti gli atti civili endo processuali (atti di costituzione, perizie, memorie). C’e’ stata la corsa al deposito cartaceo per la resistenza al cambiamento e probabilmente anche perché gli avvocati hanno voluto depositare gli atti prima della chiusura dei loro uffici in vista delle ferie. Sta di fatto che sono venuti tutti in massa. Questa cosa era prevedibile, ma inevitabile”.

Tanto per dare un’idea di come oggi la giustizia sia allo sbando, la Poli ha citato il decreto legge pubblicato sulla Gazzetta ufficiale alle 10 del mattino del 24 giugno, in vigore dal 25, che ha previsto l’aumento del contributo unificato. “L’articolo 51 ha modificato, riducendolo da cinque a tre ore, l’orario di apertura al pubblico delle cancellerie nei giorni feriali”. Per la dirigente, “una contraddizione che grida vendetta, perché da un lato aumenti il contributo unificato chiedendo al cittadino di sborsare più soldi, dall’altro si riducono le ore di servizio. Ciò dimostra che la giustizia e’ allo sbando totale, non siamo più in grado di affrontare le emergenze. Non ci sono più i soldi per le spese di cancelleria e nemmeno risorse umane. Il tribunale è un malato terminale e tutto ciò che si sta facendo lo considero un accanimento terapeutico”.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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