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Tribunale, dipendenti in fuga, grido d'allarme della presidente Marini

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Da sinistra la dirigente Laura Poli, la presidente Ines Marini, la presidente dell Ordine degli avvocati di Cremona Anna Salvalaggio e il presidente dell’Ordine degli avvocati di Crema Ermete Aiello

Quello di Cremona è uno dei piccoli tribunali che non ha chiesto proroghe e dallo scorso settembre è partito con l’accorpamento. Non solo: è uno dei tribunali all’avanguardia per i numerosi progetti innovativi. Il 13 settembre di un anno fa il tribunale di Crema ha cessato di esistere e dal lunedì successivo si sono immediatamente tenute le udienze penali già programmate. Nel penale, nel 90 per cento dei casi si sono tenute ferme le udienze originariamente fissate, nel civile il 70 per cento. E tutto questo nonostante solo due giudici su cinque siano arrivati subito nella nuova sede. Gli altri a ottobre e nei primi mesi del 2014.

“Uno sforzo immane”, come ha spiegato la presidente Ines Marini, “da parte di magistrati, personale amministrativo e avvocati che hanno sempre lavorato insieme per garantire un servizio giustizia il più efficiente possibile, e questo a dispetto dei numeri”. Con l’accorpamento, che ha comportato un numero maggiore di cause, in tribunale si contano 28 giudici effettivi, di cui 18 togati e 10 onorari, mentre per quanto riguarda il personale, dei 54 previsti in organico ne sono effettivi solo 45, di cui 8 sono commessi e 4 autisti. In altre parole gli effettivi sono 33, ma il numero potrebbe addirittura ridursi a 21 a causa  di un interpello, e cioè la possibilità di far domanda di trasferimento, che ha messo in palio 12 nuovi posti a Lodi. 12 persone arrivate da Crema potrebbero dunque trasferirsi al tribunale di Lodi che, a differenza di Cremona, non ha avuto problemi di accorpamento.

“La sensazione”, ha detto la presidente Marini, “è quella di lavorare sulle sabbie mobili, si è perso il contatto con la realtà, la giustizia che funziona non la vuole nessuno, il problema e’ urgentissimo, ci vuole la volontà politica”. E’ un grido d’allarme, il suo, nonostante tutti i risultati finora raggiunti e i progetti innovativi in corso. E poi l’affondo della presidente: “Ci chiedono di avere una cultura aziendalista, ma in un’azienda quando esce una persona ne arriva subito un’altra”. Nel tribunale di Cremona non è così, ma la presidente ha una soluzione. “Non certo bloccare l’esito degli interpelli, ma sospendere il trasferimento del personale fino a quando ciascuno non viene sostituito. Bisognerebbe stabilire a tavolino una percentuale della scopertura al di sotto della quale non si può andare, sia per i magistrati che per il personale”.

Il lavoro fatto finora? E’ molto: “l’unificazione degli uffici, dei ruoli, delle prassi, abbiamo fatto protocolli per le procedure esecutive immobiliari, per opposizioni ai decreti ingiuntivi, protocolli con enti locali e con l’agenzia delle entrate per far registrare immediatamente le sentenze, abbiamo informatizzato tutti i registri penali, uniformato al massimo la giurisprudenza, anticipato il processo civile telematico”. “Tanto che”, come ha aggiunto con orgoglio la dirigente del personale Laura Poli, “il tecnico informatico ha detto che siamo all’avanguardia, che tra le sedi del Nord Italia siamo stati intuitivi al massimo”. La presidente ha poi ricordato che dal 31 marzo “abbiamo riconsegnato le chiavi del tribunale di Crema al sindaco, anche se potevamo tenerlo ancora per cinque anni come archivio. Abbiamo già digitalizzato molti degli archivi di Crema, digitalizzato tutte le sentenze civili dal 2007 al 2014. Abbiamo cercato di razionalizzare al massimo gli spazi, utilizzando anche le stanze adibite a camera di consiglio, il Comune di Cremona ci darà gli spazi nell ex Genio Civile”. Per la presidente, “una efficienza raggiunta a grandissima fatica che consentirebbe di guardare con successo al futuro e di fare programmi, ma su un organico stabile. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare. Ci chiedono i risultati, ma i miracoli non li possiamo fare. Adesso la palla passa al ministero”. Per la dirigente Poli, “sarebbe un delitto buttare a mare tutto quello che e’ stato fatto. Un tribunale che funziona e’ una ricchezza per il territorio, altrimenti è un volano che gira a vuoto; ci vuole personale, ma soprattutto la certezza di un organico che sarà sempre stabile”.

All’incontro con la presidente Ines Marini e la dirigente Laura Poli erano presenti anche gli avvocati Anna Salvalaggio ed Ermete Aiello, rispettivamente presidente dell’Ordine degli avvocati di Cremona e Crema. “In questi anni abbiamo dato l’anima per far funzionare progetti e programmi”, ha detto l’avvocato Salvalaggio. “Abbiamo bisogno di consolidare i risultati, qui si rischia di far saltare tutto, la sensazione è che vogliano farci lavorare male, ma noi saremo tutti uniti”. “Lo sforzo comune ha dato dei risultati ed ha contribuito ad un funzionamento concreto”, ha detto a sua volta il collega Aiello, “anche se la realtà comporta una rivoluzione politico giudiziaria che non si sa fino a che punto sia perseguibile”. “Forse”, ha concluso Aiello, “se ci fosse una presa di posizione comune ci sarebbe un ascolto maggiore a livello centrale”.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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