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Revisione part-time in ospedale, un sindacato boicotta l'accordo

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Il nuovo piano di organizzazione aziendale dell’Ospedale (questa mattina 7 luglio la conferenza stampa di presentazione)  sta creando malumore tra i lavoratori. L’accordo sulla revisione del part time, ad esempio, siglato il 2 luglio dalle tre organizzazioni sindacali confederali, da Fsi e da Nursing Up, ha visto la netta bocciatura della Confsal-Fials, che addirittura lo giudica illegittimo in quanto concede eccessiva discrezionalità all’azienda nella riformulazione dei contatti di tempo parziale in essere. “L’accordo è privo di legittimità – è stato messo a verbale – in quanto dispone dei diritti indisponibili dei lavoratori che hanno contratto e stipulato con l’A.O. di Cremona rapporto di lavoro part-time negli anni precedenti. E’ di abbagliante evidenza che gli stipulanti l’accordo per rivedere il part-time intendono condizionare pesantemente le scelte dei lavoratori in cambio di promesse evanescenti”. Insomma la revisione di orari e modalità di lavoro lascerebbe troppo spazio alla dirigenza del personale e troppo poco alla libera scelta dei lavoratori. Il sindacato autonomo invita i lavoratori “a non cedere i loro sacrosanti diritti avvisando anche coloro che intendono chiedere il part time, che si troveranno di fronte a condizioni sovente inaccettabili per il dovere di assecondare l’organizzazione aziendale”.

Il testo dell’accordo prevede una gestione transitoria del part time, fino al 31 dicembre 2014, data fino alla quale sono prorogati tutti i contratti già in essere. Durante questo periodo verrà redatto un nuovo regolamento in base al quale verranno assegnati ulteriori part-time sulla base di bandi, con decorrenza 1 gennaio 2015. “Nella fase transitoria – conclude l’accordo – in considerazione dell’avvio del processo organizzativo, la rinegoziazione  sarà valutata alla luce della sostenibilità organizzativa e potrà comportare, ferma restando l’introduzione della temporaneità della durata al 31 -12-2014, la diversa configurazione del rapporti di lavoro a tempo parziale, rispetto a quello in essere”.

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