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Scovate quasi 500 imprese irregolari Ispezioni su lavoro nero e prevenzione

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Circa 700 imprese ispezionate, 492 delle quali trovate con situazioni di irregolarità. Quasi 350 lavoratori irregolari, 174 dei quali completamente “in nero”. Sono numeri dell’attività della Direzione territoriale del lavoro di Cremona che arrivano dal bilancio dei risultati del 2013 in provincia. Dati che aiutano a comprendere la portata dei fenomeni illeciti di questo genere nel territorio cremonese. Risultati ottenuti anche grazie ad un esame delle aree e dei settori più “a rischio” che ha permesso di mettere la lente su un numero di imprese caratterizzato da un’alta frequenza di irregolarità.

I numeri sono stati raccolti in un dossier della Direzione regionale del lavoro e sono confluiti in un rapporto della Commissione regionale di coordinamento dell’attività di vigilanza. In provincia di Cremona ammonta a oltre 665mila euro il valore delle sanzioni riscosse mentre si contano 28 provvedimenti tra sospensioni e sequestri. Tra le violazioni amministrative e penali, una grande fetta riguarda la normativa prevenzionistica. A livello lombardo, sempre nel 2013, nelle 13.741 aziende ispezionate oltre 13.364 i lavoratori irregolari, 3.897 quelli “in nero”. “Un dato che rischia di rivelarsi ancora più alto a fine 2014”, denuncia la Cisl. Nel rapporto della commissione sono infatti contenuti anche i numeri relativi al totale della Lombardia nei primi mesi di quest’anno.

Due le fonti di maggiore preoccupazione per la Cisl: la consistente e progressiva riduzione del personale ispettivo concretamente impiegato in attività di vigilanza in regione, sceso dai 397 ispettori del 2012 ai 353 (-11,08%) dell’anno scorso, e il ricorso ancora notevole ad accordi di lavoro non conformi alla legge. “Il dato sui lavoratori irregolari relativo al 2013 è il 37% in meno rispetto all’anno prima – afferma Gigi Petteni, segretario generale della Cisl lombarda – ma su questo ha anche pesato il fatto che moltissime aziende hanno cessato l’attività a causa della crisi. Non si è invece fermato il ricorso a forme di precariato sistematico, anche attraverso l’utilizzo distorto dei contratti, e al lavoro nero, che si attesta su numeri di rilievo”. Una situazione che secondo la Cisl lombarda “richiede il potenziamento dell’attività ispettiva, che anche nel primo trimestre del 2014, con soli 296 ispettori in forza, sconta la carenza di risorse nazionali destinate (si parla di un migliaio di ispezioni in meno rispetto al primo trimestre 2013, ndr)”. “Nei primi tre mesi dell’anno sono state individuate già 1.679 aziende irregolari su 3.020 ispezionate (1.538 lavoratori irregolari, 647 “in nero”, ndr). Tasso di irregolarità in crescita rispetto all’anno scorso – sottolinea Petteni -. E’ evidente che bisogna intervenire al più presto potenziando i controlli e il coordinamento dei diversi attori coinvolti”.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

L’ATTIVITA’ ISPETTIVA NEL 2013
(DATI DIREZIONE REGIONALE DEL LAVORO)

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