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Sfratti, in Consiglio il caso di proprietario picchiato da inquilino

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L’esecuzione di uno sfratto a cura delle forze dell’ordine in una foto di repertorio (Sessa)

Sono 32 i nuclei famigliari a rischio sfratto, mentre per altri 22 il comune ha già trovato delle soluzioni alternative: questo il dato fornito dall’assessore ai servizi sociali Mauro Platé durante in consiglio comunale, in risposta all’interrogazione del capogruppo di Forza Italia Ferruccio Giovetti. Durante la discussione  il consigliere azzurro ha fatto presente che è assolutamente necessario tutelare anche i proprietari di casa, dopo l’episodio verificatosi alcune settimane fa, “quando un proprietario è stato colpito alla testa dal figlio minorenne dell’inquilino moroso, ed è stato trasportato all’ospedale”.

‘La risposta all’interrogazione del consigliere Giovetti – ha inoltre spiegato l’assessore Platé – mi consente di illustrare il percorso che l’Amministrazione intende perseguire per far fronte al crescente disagio abitativo. È in costante aumento, infatti, il numero di persone che si rivolge ai Servizi sociali dopo la convalida di uno sfratto o già con il preavviso di rilascio dell’immobile predisposto dall’ufficiale giudiziario. Dall’analisi dei dati in possesso dell’Amministrazione si può prevedere che, nei prossimi sei mesi, 35 nuclei famigliari affronteranno difficoltà dovute agli sfratti. In generale, si ritiene necessario predisporre una risposta organica che possa prevedere un accompagnamento familiare, dei percorsi temporanei per l’emergenza abitativa e un meccanismo di sostegno alla domanda di alloggio nel mercato privato. Allo stesso tempo, nell’immediato, per far fronte a questa problematica si intende rafforzare, le prassi di mediazione tra proprietari ed inquilini, studiando insieme ad inquilino e proprietario la restituzione del debito ed un’eventuale rimodulazione dell’affitto. Purtroppo questo non è sempre possibile perché i Servizi Sociali vengono a conoscenza di molti situazioni difficili solo quando i rapporti tra inquilino e proprietario sono irrimediabilmente deteriorati. Molto spesso si tratta situazioni delicate in cui proprio la rottura del legame di fiducia rischia di generare situazioni di violenza, come successo nell’episodio ricordato dal consigliere nell’interrogazione. Nell’affrontare i prossimi casi di sfratto il Comune interverrà a tutela delle persone fragili: accompagnandole a soluzioni anche temporanee che prevedano in primis il coinvolgimento della rete famigliare, e solo dove questo non sarà possibile o non opportuno si attiverà per l’inserimento in strutture protette. Siamo consapevoli che la perdita dell’alloggio, anche solo temporanea, comporta l’innescarsi di meccanismi di difficoltà e di precarietà, questo rafforza la convinzione della necessità di costruire percorsi di accompagnamento. Tuttavia per quel che riguarda nello specifico le case di edilizia residenziale pubblica si chiarisce che l’eventuale accesso da parte delle famiglie sotto sfratto avverrà seguendo le modalità e le graduatorie previste dai regolamenti regionali’.

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