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Bus: approvato in extremis dal Comune lo Statuto dell'Agenzia di bacino

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Anche il Consiglio comunale di Cremona ha approvato – in extremis rispetto alle tempistiche previste dalla Regione, che imponeva entro il 30 giugno, anche se era stata concessa una proroga per via delle elezioni – la proposta di Statuto della nuova Agenzia per il trasporto pubblico locale del bacino Cremona-Mantova. Ora i prossimi passaggi, da concludere entro il 31 dicembre 2014, consisteranno nell’espletamento delle procedure di affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale: un ritardo, infatti, potrebbe comportare il rischio di perdere le risorse dei trasferimenti statali.

Il via libera alla proposta di Statuto, nelle scorse settimane, era già arrivato dalla Provincia di Cremona (che ha una quota pari al 30,5%), dalla Provincia di Mantova (che ha una quota pari al 28%) e dal Comune di Mantova (15,5%) in data 25/6. Il Comune di Cremona ha una quota pari al 13%.  “L’istituzione dell’Agenzia di oggi è un primo passo, infatti si completerà nei prossimi mesi con l’elezione del Cda, i cui membri che svolgeranno la propria attività a titolo onorifico e gratuito, e con l’approvazione dei regolamenti  sul funzionamento dell’agenzia che saranno portati all’attenzione del Consiglio ma anche nella prima riunione utile del Commissione competente – ha spiegato l’assessore Alessia Manfredini -. Una volta approvato lo Statuto, credo che oltre alla necessaria condivisione, sia indispensabile confrontarsi con le altre agenzie che sono già operative e approfondire gli aspetti legati alla logistica della sede operativa (che sarà gli attuali uffici del Tpl in Comune) a Cremona, l’organizzazione delle attività, l’organigramma, il personale del Comune di Cremona eventualmente da trasferire alla nuova agenzia, le risorse finanziarie da iscrivere nel bilancio pluriennale 2014/2016 qual contributo per il funzionamento e le risorse finanziarie trasferite dagli enti partecipanti”.

Tra la funzioni dell’Agenzia: la definizione e la programmazione dei servizi di trasporto pubblico locale di competenza, attraverso la redazione, l’approvazione del programma di bacino del trasporto pubblico locale, nonché la loro regolazione e controllo; l’elaborazione di proposte, da trasmettere alla Regione Lombardia relative ai servizi ferroviari volte ad ottimizzare l’integrazione intermodale nei bacini; l’approvazione del sistema tariffario di bacino, la determinazione delle tariffe; la determinazione degli standard gestionali, qualitativi, tecnici ed economici del servizio; la programmazione e la gestione delle risorse finanziarie; l’affidamento dei servizi per l’intero bacino la sottoscrizione e la gestione e la verifica del rispetto dei contratti di servizio; lo sviluppo di forme innovative per la promozione e l’utilizzo del tpl la definizione di politiche uniformi per la promozione del sistema del tpl e alla definizione di agevolazioni tariffarie a favore di categorie di utenza ulteriori rispetto a quelle previste  a livello regionale, alla consultazione con i rappresentanti dei viaggiatori, organizzazioni sindacali, al monitoraggio della qualità dei servizi.

Per quanto riguarda l’affidamento dei servizi e la sottoscrizione dei Contratti di Servizio, a Cremona, essendo scaduti i precedenti affidamenti, “il Contratto di servizio è stato sottoscritto nel 2013 dagli enti cremonesi attraverso lo svolgimento di una procedura di gara congiunta che, in ottica di ampliamento di bacino, quale prospettato dalla Legge 6, ha affidato il servizio di trasporto pubblico su tutto il territorio provinciale – ha spiegato Manfredini -. Questa azione ha consentito di sviluppare economie di scala e sinergie che si sono tradotte in un maggiore numero di chilometri eserciti nell’ambito urbano di Cremona. L’agenzia quindi avrà il compito di gestire e monitorare almeno inizialmente i contratti già avviati”.

L’assessore ha quindi auspicato che “entro l’anno il Comune di Crema voglia presentare la propria adesione”.

La Lega Nord si è astenuta in quanto  a differenza degli altri gruppi della minoranza (tutti tranne M5S, già componenti della precedente maggioranza) non aveva ricevuto una preventiva informazione sui contenuti dello Statuto.

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