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Matteo Renzi, già finita la luna di miele?

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Mamma mia! E’ già cominciata la demolizione di Matteuccio, il pupillo di Re Giorgio, il Rottam’attore, il Mito? Appena una settimana fa (sommessamente) ci chiedevamo: durerà? E quanto durerà lo stellone di Renzi? Nemmeno il tempo di veder la Concordia (uffa che barba!) attraccare a Genova e Nibali trionfare al Tour, che sul Narciso di Firenze sono cominciati a calare i primi colpi di piccone. E tutti a dire: ha promesso molto e combinato poco. Anche i Poteri Forti si sono stufati. Ergo: già finita la luna di miele con il premier?

Oddio, anche con Monti è stata la stessa solfa. Dopo appena 6 mesi eravamo già al patatrac. Ricordate? Monti era in carica dalle cinque del pomeriggio del 16 novembre 2011. Era salito in sella tra colpi di cannone, squilli di trombe,grancasse di giornali amici (praticamente tutti). Evv, è arrivato il Bocconiano. E giù inni,interviste in ginocchio,lodi e loden, “pennini intinti nella saliva” (Feltri). Tutti dicevano: raddrizzerà le gambe allo spread, l’Europa già esulta, la maestrina di Berlino è con noi, ecco il Professore che ci porterà fuori dal tunnel. Capirai. Dopo 6 mesi sono cominciate le prime domande serie: a cosa ci serve questo governo tecnico? Poi,oplà, il risveglio. Monti e a capo. L’avventura di MiniMario è durata tredici mesi. Ci ha lasciato nelle macerie. Il suo bilancio è disastroso. Un milione di licenziati, nessuna riforma degna di questo nome, risibili tagli alla spesa pubblica.

Poi è arrivato Letta nipote (aprile 2013). Si è presentato al Quirinale con la sua auto, ne è uscito con l’autoblu. Scrivemmo: è tornata la Dc in vagone Letta”. Vent’anni dopo Tangentopoli, Letta e Alfano hanno varato una riedizione della Democrazia Cristiana, i padri nobili del Pd sono stati rottamati, Renzi era già in agguato. Commentò all’epoca Beppe Grillo: “E’ un inciucio da bunga bunga”. Anche per Letta i soliti megafoni non si sono risparmiati. E quando Richetto ,dopo aver varato l’esecutivo più giovane della storia (con una rappresentante di colore:Cecile Kyenge e l’olimpionica Josefa Idem) convocò tutti i ministri, in ritiro nell’abbazia toscana tra Val di Chiana e la Val d’Orcia, i pennini salivari sono impazziti sbrodolando oltre ogni umana decenza. Morale:sei mesi dopo anche Lettanipote era già in ginocchio, a gennaio il colpo di grazia, a febbaio le valigie.

E siamo al Renzusconi. Alla terza Repubblica. Le fondamenta sono state gettate al Nazareno. Tre sono i pilastri: la riforma del Senato, la riforma del titolo V della Costituzione maldestramente ritoccato nel 2001 con strascico di centinaia di ricorsi tra Stato e Regioni. Terzo punto la riforma elettorale. Per eliminare, soprattutto, “il potere di ricatto dei partitini”. Ora come stiano andando le cose lo vediamo ogni giorno. Ad esempio, giorni fa, la lite sulla riforma del Senato è degenerata nel cabaret, in testa la marcia sul Quirinale e la “scomunica” del Pd a Grasso “scaricato” per aver favorito l’ostruzionismo. Stanno perdendo la testa. Mentre sta arrivando in coda all’estate una ondata di tasse per 20 milioni di contribuenti. Renzi dice: serve un Fisco efficiente. Ma in agenda ha messo unioni civili e una rivisitazione totale delle regole sulla occupazione. Rogne d’autunno. Se ci arriva. Il vento sta cambiando.

Enrico Pirondini

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