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Sospetta meningite per 40enne cremasco rientrato dalla vacanza alle Baleari

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Forte preoccupazione per un 40enne cremasco, rientrato da una vacanza alle Baleari con una sospetta meningite. L’uomo è stato soccorso all’ospedale di Cremona appena sceso dall’aereo; i medici hanno confermato la sospetta meningite.

L’uomo aveva accusato i primi sintomi di malessere già durante la sua vacanza, tanto che si era fatto ricoverare per un controllo all’ospedale di Minorca. Ciò nonostante, l’uomo dopo qualche giorno ha voluto essere dimesso, per rientrare in Italia. Tuttavia, anche durante il volo di rientro, domenica sera, l’uomo si sentiva poco bene, accusando stanchezza, un po’ di febbre, un forte mal di testa e rigidità al collo. Dall’aeroporto di Orio, dov’è atterrato, l’uomo si è quindi recato a casa, ma ha successivamente deciso di farsi accompagnare al pronto soccorso dell’ospedale di Cremona. Qui i medici hanno ritenuto il suo quadro compatibile con un caso di meningite di tipo batterico, per il momento ancora sospetta in quando la diagnosi definitiva – per la quale si attendono i risultati di alcuni specifici esami – non è ancora arrivata. Si tratterebbe comunque di una meningite di tipo lieve, come fanno sapere dall’ospedale.

Nel contempo, come previsto in questi casi, dall’ospedale sono stati contattati tutti i familiari del quarantenne e tutte le persone che erano entrate in contatto con lui, perché venissero sottoposte alla profilassi prevista in questi casi. Tra essi, anche una ventina di passeggeri che si trovavano con lui sul volo del ritorno (quelli che erano seduti in prossimità del 40enne).

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Commenti
  • marco

    Buongiorno, io ero sul volo in questione con il passeggero “infetto” e molto probabilmente egli era nella mia stessa struttura alberghiera (non ne ho la certezza, ma ho avuto riscontri da più persone e il fatto stesso che la referente della struttura alberghiera in cui ho alloggiato abbia cercato di insabbiare la cosa sul gruppo di facebook dell’ hotel ne è la conferma), e tengo a precisare che l’articolo presenta molteplici inesattezze. Puntualizzando il fatto che la profilassi non è stata operata nella giornata di lunedì come i media riportano, ma bensì il mercoledì (per cui a due giorni dal ritorno ed a quasi dieci dal volo di andata in cui il malato denunciava già i primi sintomi della malattia; per cui egli era già contagioso, considerato che il batterio della meningite ha un tempo di incubazione che va dai 2 ai 10 giorni e per cui qualunque altro passeggero venuto a contatto con il batterio avrebbe avuto tutto il tempo di ammalarsi e trasmettere a sua volta il batterio). Non tutti i partecipanti al volo sono stati avvisati della cosa, ma non perchè non esistessero rischi di contagio, ma per il fatto (confermatomi dall’operatrice Asl del mio paese) che molti dei passeggeri non eran stati rintracciati in mancanza di dati sensibili per far sì che venissero contattati e la profilassi venisse effettuata. La questione che sorge spontanea in me è: se già all’ospedale di Minorca, dove il signore si era fatto visitare, era stato prospettato un serio rischio di effettiva meningite, come è stato possibile che gli venisse data l’opportunità di rientrare in Italia e mettere a repentaglio la vita di quasi 300 persone in totale non curanza??? è vero, forse i rischi di contagio non sono così alti e le probabilità di morire sono ancora meno, ma questo personaggio si rende conto di quello che ha fatto, cosciente del fatto che molto probabilmente aveva contratto la meningite (a dimostrazione di ciò il fatto che appena sceso dall’aereo si sia diretto al pronto soccorso denunciandone i sintomi?
    Spero vivamente che la faccenda non abbia altri epiloghi, ma resti circoscritta a questo episodio isolato, ma ci tengo a sottolineare che la vita di molte persone è stata messa a serio pericolo e l’unica cosa che interessa alle autorità è sminuire il tutto.