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Parco Adda Sud, minaccia pesci stranieri E ora c'è anche l'incubo vespa killer

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E’ soprattutto dal fiume Po che arriva una delle minacce per il Parco Adda Sud: secondo i rilevamenti dello staff del parco e gli studi dall’ufficio scientifico coordinato dal professor Riccardo Groppali, è dal grande fiume padano che risalgono sempre più spesso specie di pesci stranieri, presenti dalle nostre arti a causa di azioni dell’uomo, che vanno a occupare i territori umidi dell’Adda. E a tutto ciò si aggiunge ora anche l’incubo vespa killer, capace di sterminare interi alveari locali.

“Nella parte bassa del fiume – spiega Groppali – ormai più del 50 per cento della popolazione ittica è formata da esemplari stranieri introdotti dall’uomo per motivi di pesca sportiva, come ad esempio l’Aspio e il Luccioperca originari dell’Europa centro orientale e ben più pericolosi e dannosi dello spesso pesce siluro”. Il comando delle Guardie ecologiche volontarie del Parco Adda Sud sta monitorando la situazione insieme al settore scientifico.

“Ogni anno che passa – spiega Maurizio Polli, responsabile delle Gev – rileviamo una progressiva espansione di specie alloctone sui 24 mila ettari di parco fra Lodi e Cremona”. Pesci ma anche insetti e mammiferi. Per quanto riguarda la fauna ittica, oltre ad Aspio e Luccioperca c’è pure il cobite asiatico, un pesciolino di stagno che dalle risaie dell’area Pavese e  si sta espandendo nei canali grazie alla sua particolare resistenza e voracità: sta sfrattando i pesciolini italiani tipici delle rogge di pianura, spiegano dal parco. Ma – sottolineano sempre dal parco – negli ambienti umidi c’è un’altra specie che pare non conoscere limiti: la nutria. Si tratta di una specie di “macchina da guerra anfibia” grazie alla propria capacità di vivere in acqua, di restare a lungo in apnea e di costruire tane sommerse sfugge ai predatori, moltiplicandosi a dismisura e devastando rogge, campi e canali.

“A volte però ci pensa la Natura a riportare le cose in equilibrio – spiega Groppali – come è successo per l’Ifantria, la gatta pelosa. Fino a qualche anno fa era frequente trovare zone del Lodigiano e del Cremonese dove gli alberi erano soffocati da quella specie di tela di ragno creata da questo bruco. Oggi lo spettacolo è meno frequente perché le nostre tortorelle hanno scoperto che si tratta di una possibile risorsa alimentare e hanno iniziato a cacciarla”.

Ma ora per il settore scientifico del Parco Adda Sud la minaccia più grave potrebbe arrivare sempre dall’Estremo Oriente, via Francia: si tratta, come accennato all’inizio, della vespa velutina. Ossia un insetto in grado di sterminare interi alveari e contro il quale le nostre api europee – evidenziano dal parco – non hanno le tecniche di difesa apprese invece dalle loro cugine asiatiche.

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