12 Commenti

Addio anche al Negresco: lo storico bar del centro chiude i battenti

negresco-evid

Il Negresco non riapre i battenti dopo le ferie estive. Purtroppo anche uno dei bar più storici  di Cremona – attivo dall’aprile 1959 – ha dovuto cedere alla crisi, al caro affitti, alle tasse sempre più alte e alle mille difficoltà del tenere aperto un bar in pieno centro storico. Nonostante la clientela non sia mai mancata, i costi di gestione si sono rivelati eccessivi, e la proprietaria ha deciso di chiudere definitivamente i battenti. Sulla porta del locale da settimane campeggia il cartello “chiuso per ferie”, e molti si chiedevano quando avrebbe riaperto.

Fin dai primi anni, l’eleganza del locale lo aveva portato a essere definito ‘il salotto di Cremona’. Il pezzo forte del suo arredamento è il pavimento in seminato palladiano veneziano, su cui spicca lo stemma del Bar Negresco, l’ormai celebre N rovesciata, richiamata anche negli intarsi dei tavoli in marmo, che mertita particolare menzione per la sua curiosa origine. Si narra, infatti, che il simbolo appunto di una N rovesciata, quindi speculare, sia frutto di un errore di distrazione dell’artigiano pavimentatore. Un errore che divenne poi il simbolo dello storico locale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Marco

    Grazie a chi:
    ha lasciato aprire in città un ipercoop permettendo alla coop di avere ben due supermercati oltre che un discount (ma che strano);
    ha concesso l’apertura a due supermercati in zona IBIS e altri due dietro via Dante;
    ha aperto una voragine in piazza Marconi per cui adesso i pullman turistici non possono più arrivare in centro;
    ha speso un sacco di soldi per la viabilità in Via Dante e Viale Trento e Trieste portando solo danni;
    ha permesso il radicarsi del commercio abusivo in centro e, dopo il contenimento di questa attività criminale, ne sta permettendo il ritorno in tutta la sua virulenza (ieri due vucumprà sotto la galleria sabato al mercato addirittura uno era presente sui gradini del Duomo)

    • pendolarestanco

      1) per le aperture dei centri commerciali rivolgersi a chi, in consiglio regionale lombardo, ha votato leggi regionali relative a supermercati, ipermercati ed altro. verificare per favore i relatori e le maggioranze.
      2) non vedo nessuna voragine in piazza marconi bensì un parcheggio sottoutilizzato (per fare un esempio lombardo a milano i pulmann non arrivano in piazza diaz, dove c’è un parcheggio, e fra poco neppure in piazza castello, dove non c’è parcheggio).
      3) per la viabilità dante/trento trieste non riesco ad intuire i danni economici. a meno che, come disse ascom, la crisi economica cremonese non la si voglia fare risalire ai sensi unici…ma allora siamo a livello di premio (ig)nobel dell’economia (i premi ignobel esistono!). anche il tasso di disoccupazione, uno dei peggiori in italia, è forse figlio dei sensi unici? comunque ero a mantova nel fine settimana: anche li due vie paralelle molto utilizzate, di attraversamento latitudinale ed a sensi unici alternati…nessuno che straccia le vesti ed altro sulla circolazione in questione, anzi.
      4) commercio abusivo: ci sono perchè ci sono i clienti, dicesi legge della “domanda e della offerta”. va contrastato, non si discute, ma che dovremmo fare ai cremonesi che comprano dagli abusivi? non mi pare che nei trascorsi 4 anni il commercio abusivo fosse sparito dalla città, anzi. i commercianti cremonesi, per dare il loro contributo al contrasto agli abusivi, potrebbero rileggersi lo studio univ.cattolica/mannheimer (anche da loro commissionato) e poi agire di conseguenza.

      • erisso

        2. Chiedere a chi si occupa professionalmente di turismo se il fatto di non poter arrivare al Museo del violino con i pullman non è un problema (parcheggio più vicino: foro boario).
        3. A Mantova sui viali citati – credo di aver capito quali sono – non ci sono negozi, ma in compenso ci sono molti parcheggi (specie zona Palazzo Te): a Cremona, chiedere per informazioni sui danni economici a chi ha un negozio su via Dante o viale Trento e Trieste, o ai residenti che hanno preso montagne di multe per divieto di sosta per mancanza di parcheggi. O più semplicemente a tutti i cittadini cremonesi, visto che per quell’operazione sono stati (mal) spesi – se non sbaglio – quattro o cinque milioni di euro, e si continuerà a spenderne per cercare di ridurre i problemi di circolazione.

        • pendolarestanco

          2) a milano, a torino, a firenze, a mantova etc i musei del centro città non sono raggiungibili dai pulmann. non mi pare proprio che il turismo ne soffra. e se mi parla del foro boario è all’incirca la distanza a milano da san babila a piazza duomo/palazzo della ragione: non mi pare la fine del mondo come percorrenza a piedi! piuttosto ragioniamo sull’offerta turistica di cremona, guardiamo la luna e non il dito che la indica: nulla da dire, come esempio, su san sigismondo tolto al circuito turistico per le suore di clausura?
          3) dissento dalla sua affermazione:
          a cremona come a mantova si può parcheggiare lungo entrambe le strade (oltretutto a mantova sempre a pagamento per entrambi i percorsi, a cremona solo su di uno). a mantova una delle due via ha la presenza di negozi, supermercati, gelaterie, pizzerie, pescheria, fruttivendolo, noleggio biciclette (ohibò), etc…lei come li chiamerebbe se non “attività commerciali”?
          finiamola di piangerci addosso, sicuramente i turisti non verranno!

          • erisso

            2. a Mantova i musei non sono raggiungibili dai pullman? parliamo della stessa città? i pullman si fermano sul lungolago davanti al castello di S. Giorgio, 3 min. a piedi per l’ingresso a palazzo ducale, davanti al quale c’è peraltro la fermata dell’autobus (!) al Te c’è un parcheggio. per San Sigismondo cosa suggerisce? esproprio?
            3. ho parcheggiato almeno una decina di volte su quei viali, in zona strisce bianche. e, ripeto, ci sono PARCHEGGI, non soltanto stalli a lato strada.
            E non piango.

          • pendolarestanco

            2.1) san sigismondo torni ad essere fruibile al turismo (e sia pubblicizzata perchè è un gioiello). e tornino le tanto vituperate mostre (perchè di cultura cremona deve mangiare) nonchè più opportune modalità di pubblicizzazione sui giornali nazionali (le pubblicità a livello locale sono autoreferenziali ed inutili, come già ben identificato da studi commissionati da svariati enti e poi messi da parte perchè disturbano il trantran cremonese)
            2.2) i pulmann fermano e poi vanno (uno dei park fissi è oltremincio). dobbiamo chiedere nel caso di spianare l’argine maestro affinchè torni il po sotto il duomo per avere dei lungo fiume? per quanto riguarda palazzo te: ok i pulmann li si fermano e poi (visto con i miei occhi) tutti in fila fino in centro mantova. i turisti camminano senza problema se la città li accoglie e “coccola”…noi vorremmo le auto in piazza duomo (come negli anni 60).è il cremonese medio che vuole usare l’auto per andare dal bagno alla cucina e che si incazza con il comune se non parcheggia in corridoio!
            3) trovo a mio avviso di lana caprina la differenziazione fra stallo e parcheggio…sempre di posto auto regolamentato ed a pagamento si tratta (in una città come nell’altra)

            aggiungo: una città che decide di avere il volano economico in città su terziario (arretrato?) e solo nell’agricoltura fuori città è pronta (come poi successo) per svuotarsi ed invecchiare (fisicamente e mentalmente)

            ma ora basta e la saluto

  • Fede

    forse senza girarci troppo intorno l’affitto di questo locale era un tantino alto…no?

  • Giovanni I

    peccato che di questa notizia la proprietaria non ne sa nulla.

    • paolo

      E no “Giovanni I” …sapeva…sapeva…..

  • Sorcio Verde

    Una domanda per pendolarestanco……Ma perchè non ti trasferisci? Magari a Mantova o a Milano, città che citi come esempio, così non sarai più pendolare e neppure stanco!

    • pendolarestanco

      colgo la sua provocazione: potrebbe eventualmente trasferirsi lei in modo che si riesca a fare “ripartire” la città? in tantissimi dei commenti nei vari post si conferma che siamo bravissimi a vedere e sezionare il dito ma estremamente in difficoltà a mettere a fuoco la luna.

      • Sorcio Verde

        Ma ci pensa il nostro caro Sindaco a far ripartire la città, con la complicità di devoti cittadini come lei.
        I risultati già si vedono!