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Nutrie, Bordo critico verso Governo Malvezzi vara Tavolo di lavoro Pd: 'Subito legge per eradicazione'

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Il Governo ha risposto in Commissione Agricoltura all’interrogazione urgente proposta dal deputato cremonese di Sel, Franco Bordo, in merito al caos che si è creato dopo l’inserimento delle nutrie tra le specie nocive. “Questa operazione propagandata come la soluzione finale al problema nutrie si sta rivelando un boomerang che sta paralizzando tutti i piani di contenimento predisposti da Regioni e Province – evidenzia Bordo -. Tali piani infatti non possono trovare attuazione per le specie nocive, che eventualmente sono oggetto di disinfestazione, ma quest’ultima non può essere fatta da Province e Regioni che non sono competenti in materia, per cui la problematica rischia di ricadere sulle spalle dei singoli cittadini, agricoltori, dei Comuni, degli enti di gestione delle vie d’acqua e delle Asl per la materia sanitaria. Quindi i fondi finora stanziati e previsti da Regioni e Province, diventano inutilizzabili e i piani di contenimento delle nutrie non più applicabili”.

Il Governo, e chi ha proposto tale norma, ha creato un bel pasticcio, che sta facendo andare fuori controllo il fenomeno. Motivo per cui Bordo ha chiesto in commissione “quali soluzioni si intendano mettere in atto per risolvere questo caos creato da una errata valutazione socio-giuridica. Nella risposta il Governo ha confermato di non aver predisposto alcun strumento concreto finalizzato a contenere i danni che subiscono i nostri territori. Quando si afferma che: ‘il Ministero non esclude la possibilità di attivare una fase di monitoraggio e approfondimento’ e ancora ‘detta attività sarà volta a promuovere l’adozione di atti che si dovessero rendere necessari’ vuol dire che si sta brancolando nel buio. Il Governo ammette anche che con il venir meno dei piani di contenimento Regionali e Provinciali si è aperta una problematica relativa allo smaltimento delle carcasse. Infatti afferma ‘per tale problematica, con evidenti risvolti di carattere sanitario, si svolgerà un apposito incontro tra il Ministero delle politiche Agricole, Alimentari e Forestali e il Ministero della Salute per condividere specifiche linee di intervento da inviare alle regioni’. Sinistra Ecologia Libertà aveva presentato proposte emendative nel corso dell’esame alla Camera dei Deputati del Decreto Legge 91/2014, finalizzate al sostegno di piani di controllo e contenimento della specie tramite campagne coordinate di cattura e sterilizzazione, come realizzate con efficacia in altri Paesi europei, forse il Governo avrebbe dovuto darci ascolto”.

LA RISPOSTA DI REGIONE LOMBARDIA – Regione Lombardia si muove per risolvere il vuoto operativo creato dal Parlamento sul tema nutria. È stato infatti costituito proprio oggi, durante la seduta della Commissione VIII Agricoltura, il gruppo di lavoro che tenterà di dare una soluzione all’empasse in cui le istituzioni si trovano a seguito della modifica delle legge 157/92 che regolamenta la caccia e che ha escluso la nutria dalle specie cacciabili.

A coordinare i lavori, che partiranno martedì prossimo, sarà Carlo Malvezzi, consigliere regionale del Nuovo Centrodestra. “Il cambiamento della normativa nazionale – ha spiegato Malvezzi –  ha fatto venir meno le competenze delle Regioni in materia che, con le leggi 26/93 e 20/2002, davano la possibilità di “eradicare, ove possibile, le popolazioni della specie alloctona nutria presenti sul territorio regionale o comunque di contenerne la diffusione, per la tutela della biodiversità locale, delle produzioni zoo-agro-forestali, della rete irrigua e del suolo”. Da qui i piani di contenimento delle amministrazioni provinciali, che prevedevano l’utilizzo di gabbie e fucili. Con le modifiche attuate a livello nazionale – ha commentato Malvezzi – le Province hanno sospeso i piani e ci troviamo in una situazione di pericoloso vuoto operativo”.
Il gruppo di lavoro regionale affronterà il tema “dal punto di vista tecnico, giuridico e politico – ha precisato l’esponente del Ncd – e sarà quindi composto, oltre che da alcuni componenti della Commissione VIII, anche dai tecnici delle Direzioni regionali Agricoltura e Sanità e dai dirigenti dei settori Ambiente e Agricoltura delle province più coinvolte su questo problema: Cremona, Brescia e Mantova. Il nostro obiettivo è ovviamente quello di trovare soluzioni utili a ripristinare la situazione precedente alla modifica normativa e arrivare quindi ad una eradicazione della nutria dai nostri territori. Il problema è gravissimo sia in termini di economia agricola messa a repentaglio, sia dal punti di vista sanitario e della sicurezza stradale. Non possiamo più attendere”.

Il PD – Ora è urgente, secondo i consiglieri regionali del Pd, “una legge regionale ad hoc che ci permetta di partire immediatamente con i piani di eradicazione”. Lo affermano Marco Carra e Agostino Alloni, convinti della necessità di un intervento urgente “per arginare il fenomeno della diffusione delle nutrie nelle province della bassa Lombardia”.

“I dirigenti dell’assessorato all’Agricoltura hanno reso note le stime sulla diffusione di questi dannosissimi roditori – fanno sapere Carra e Alloni –. Ebbene, nei territori dove sono diffuse, che rappresentano un quarto di quello lombardo, sembra ce ne siano tra i 2,5 e 3,5 milioni. La provincia di Cremona ne ha stimate 1 milione solo sulla sua area e se pensiamo che nel 2013 è riuscita ad abbatterne 15mila, capiamo subito la portata e la gravità del fenomeno. A rischio sono le colture, i corsi d’acqua, gli argini. Ma è anche una faccenda di ordine sanitario, secondo noi – insistono Carra e Alloni –: la condizione delle strade in queste province è al limite dell’igiene, per la quantità di carcasse di animali schiacciati dai mezzi che vi circolano. E alcune ciclabili o strade secondarie non vengono più utilizzate perché i cittadini hanno paura delle nutrie, le quali sono arrivate fino nei centri storici delle città della bassa”. Ecco perché, secondo i consiglieri Pd, “non bisogna tergiversare: se la legge nazionale ha reso superate le norme vigenti in regione, queste vanno modificate con nuove regole. Si tratta di un’emergenza”. Dunque, già nella prossima riunione di Commissione, mercoledì prossimo, si terrà un gruppo di lavoro aperto ai tecnici dell’assessorato all’Agricoltura, ma anche alla Sanità con le province più colpite che sono quelle di Mantova, Cremona e Brescia.

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