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Gioco d'azzardo in forte crescita Già 82 le richieste di aiuto sul territorio

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Il fenomeno del gioco d’azzardo è in forte crescita sul territorio: basti pensare che nei primi sei mesi del 2013 è già stato eguagliato il dato 2014. A denunciarlo è l’Asl di Cremona, secondo cui nell’anno 2013 a livello provinciale sono stati presi in carico infatti 85 nuclei familiari, a fronte delle 82 richieste di aiuto già pervenute nel primo semestre del 2014. “Le offerte di gioco d’azzardo legalizzato sono in costante aumento e, di conseguenza, cresce il numero di giocatori che vi si avvicinano, spesso inconsapevoli dei rischi reali cui si espongono, e che arrivano a sviluppare una vera e propria dipendenza patologica che può portare alla totale perdita di controllo – fanno sapere dagli uffici Asl -. La dimensione del fenomeno in Italia è difficilmente stimabile in quanto, ad oggi, non esistono studi accreditati, esaustivi e validamente rappresentativi del fenomeno. Da uno studio del Ministero della Salute del 2012 emerge che circa il 54% della popolazione italiana sarebbe dedita al gioco d’azzardo. La stima dei giocatori problematici varia dal 1,3% al 3,8% della popolazione generale, mentre la stima dei giocatori d’azzardo patologici varia dallo 0,5% al 2,2%”.

Si evidenzia quindi che non tutti gli individui che giocano d’azzardo sviluppano una forma patologica di dipendenza. Vi sono infatti differenze nella popolazione esposta al gioco che comportano l’esistenza di individui più vulnerabili rispetto ad altri a sviluppare dipendenza (cioè Gap), in virtù di una serie di fattori individuali, ambientali e per le  caratteristiche dei giochi stessi.

L’Asl di Cremona è da tempo impegnata sul fronte del recupero attraverso la presa in carico ambulatoriale e l’attivazione (con la collaborazione del privato sociale e del volontariato) di gruppi di auto mutuo aiuto per giocatori e familiari che si sono resi disponibili a continuare un percorso di cambiamento già iniziato. “Una condizione che facilita tale percorso è sicuramente il controllo economico del giocatore che in alcuni casi è già effettuato da parte di un familiare – continuano gli esperti Asl -. Il controllo economico risulta essere particolarmente complesso ed inefficace laddove c’è una conflittualità familiare importante, fragilità di coppia o difficoltà di tenuta degli accordi presi che porta con sé sfiducia, rabbia e senso di impotenza. In tal caso potrebbe essere necessario attivare una consulenza legale o individuare un Amministratore di Sostegno”.

A livello territoriale il fenomeno  è destinato ad aumentare se si fa riferimento anche alla situazione generale (aumento delle occasioni di gioco, crisi economica, pubblicità a favore del gioco “consapevole”, stima del rischio e del limite alterati ecc.). “C’è da chiedersi infatti quanto il gioco d’azzardo sia realmente un gioco (ossia momento di incontro effettivo tra le persone così come il significato richiederebbe) e quanto invece un riduttore di socialità fino ad arrivare a perdere anche sé stessi (la stima di sé e degli altri, la fiducia nelle proprie capacità)” spiegano ancora dall’Asl. “Per questo è  necessario promuovere nella popolazione la consapevolezza dei rischi, aiutare a comprendere i primi segnali di disagio, programmare azioni di benessere che possono prevenire l’insorgere della dipendenza,  creando occasioni di salute”.

Nell’ambito dei programmi di intervento per la prevenzione del fenomeno, l’Asl di Cremona ha deciso di organizzare un evento (mostra interattiva) che riscopre nei principi della matematica e della statistica gli strumenti più efficaci per dimostrare che il giocatore è sempre destinato a perdere in quanto Slot machine, roulette, black jack e altri giochi d’azzardo sono tutti caratterizzati da un elemento comune: il calcolo delle probabilità di vincita nel medio periodo è sempre a favore del banco. Attraverso questo evento, si vuole dunque avviare una riflessione sui rischi e sulla pubblicità ingannevole facendo appello alla capacità logica dei soggetti, dimostrando con metodo scientifico che “giocando, si perde… sempre”, fanno sapere gli esperti.

Questa iniziativa intende essere un punto di partenza per creare una responsabilità condivisa nel territorio e programmare anche azioni future. L’evento stesso ha infatti lo scopo di dare visibilità al problema, permettendo  nello stesso tempo di organizzare altri momenti (eventi satellite) che si svolgeranno durante lo stesso periodo di funzionamento della mostra anche a livello provinciale grazie all’impegno di numerosi partner istituzionali, dell’associazionismo, e del privato sociale.

Attraverso la Mostra interattiva si svelano le regole e i lati nascosti dell’attività di gioco d’azzardo. I visitatori acquisiscono familiarità con le leggi matematiche partecipando  a simulazioni di situazioni di gioco d’azzardo (slot machine, lotterie, tavolo della roulette, gratta e vinci ecc..) con l’accompagnamento di “esperti” che stimolano la riflessione sulle caratteristiche dei giochi, ma anche sulle conseguenze del gioco d’azzardo stesso. Tale iniziativa è rivolta sia alla popolazione generale che agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Cremona in quanto la pratica del gioco d’azzardo attrae non solo gli adulti, ma anche gli adolescenti. Tutti i visitatori saranno affiancati dall’esperto lungo l’intero percorso fino al momento finale in cui potranno ricevere informazioni anche sui Servizi presenti nel territorio per un’attività consulenziale  specifica.

“Vista la buona adesione delle realtà del territorio all’iniziativa proposta, si può ben pensare che la dimensione del problema abbia già creato situazioni che richiedano di intervenire non solo con una certa urgenza e determinazione ma anche chiamando in causa realtà tra loro apparentemente lontane sia pur toccate dalla stessa tematica (sindacati, associazioni a favore del rispetto di genere, aziende, amministratori e servizi di prossimità) – continua l’Azienda sanitaria, che raccomanda: “Concluso il mese dedicato al problema del gioco non si dovrà spegnere il riflettore acceso su questa tematica, che dovrà anzi continuare ad essere centro di interesse delle istituzioni per continuare il lavoro di promozione della salute a livello territoriale. Non solo è auspicabile che vengano perseguiti i cambiamenti legislativi, ma è soprattutto necessario un cambiamento culturale legato alla tematica del gioco d’azzardo che riguardi gli atteggiamenti e i valori sottostanti”.

Dopo la sensibilizzazione alla problematica del gioco d’azzardo, l’obiettivo sarà duplice: offrire un luogo d’ascolto e supporto al giocatore patologico ed ai suoi famigliari, ma anche prevenire. “Prevenzione rivolta ai ragazzi ed agli adulti nelle reti delle scuole e delle aziende che promuovono salute, già molto attive nel nostro territorio – evidenziano dall’Asl -. Numerose sono infatti anche le attività produttive locali che hanno scelto di occuparsi fattivamente della salute dei propri dipendenti, oltre che della loro sicurezza, aderendo alla rete europea Whp e la prevenzione del gioco d’azzardo sarà uno dei nuovi obiettivi. Asl coinvolgerà anche i Medici di Medicina Generale, attraverso le   Associazioni Strutturate e le ‘Case della Salute’, per intercettare precocemente le problematiche legate al gioco d’azzardo patologico, mediante la tecnica del counseling motivazionale breve”.

Sarà un intervento che, accanto alla divulgazione, si orienterà a sviluppare senso critico, capacità di giudizio e scelta indotta con riscontri oggettivi, attingendo alla matematica. Spesso obblighi e divieti vengono aggirati e lo sviluppo della capacità di scegliere consapevolmente è lo strumento più efficace in qualunque programma di educazione.

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