Rapinò una 93enne nella sua abitazione: 45enne napoletano condannato a sei anni
Il colpo risale all'ottobre del 2024. L'imputato aveva seguito l'anziana in casa, le aveva rubato con la forza gli anelli e le aveva portato via soldi e preziosi
Per aver rapinato un’anziana nella sua abitazione, Fabio, 45 anni, napoletano, è stato condannato ad una pena di sei anni e duemila euro multa, e come risarcimento alla vittima, una donna di 93 anni, parte civile attraverso l’avvocato Guido Priori, una provvisionale di 10.000 euro. All’imputato, il Tribunale ha anche revocato la sospensione condizionale della pena di cui il 45enne aveva beneficiato in un altro procedimento presso il Tribunale di Napoli.
Il colpo a Cremona era stato messo a segno poco dopo le 12,30 del 16 ottobre del 2024. La donna era stata intercettata dall’imputato mentre stava rientrando a casa: uno sconosciuto descritto come di media altezza, robusto, con barba e capelli neri e occhiali da vista. L’uomo aveva seguito la vittima nell’atrio del palazzo dove abitava, cominciando a parlarle delle sue figlie, di cui sapeva il nome e che sosteneva di conoscere. Le aveva raccontato di essere sposato e che sua moglie aveva incontrato una delle sue figlie in ospedale, dove in quel periodo stava effettivamente effettuando delle cure.
Le aveva poi detto di aver comprato un casa che aveva dei buchi sotto i tappeti e che quindi aveva bisogno di vedere i pavimenti dell’abitazione della signora. Nonostante lei non l’avesse invitato, l’uomo l’aveva seguita. “Continuava a parlarmi, confondendomi”, aveva fatto verbalizzare l’anziana nella denuncia. Ad un certo punto lei, che nel frattempo era entrata in casa, gli aveva chiesto di andarsene, ma lui, sempre confondendola “con mille parole”, l’aveva seguita in camera da letto, dove la donna, frastornata, si era tolta gli orecchini e la collana, che aveva appoggiato sul cassettone.
L’uomo aveva chiesto di poter vedere la cucina, e poi la veranda, dove l’aveva fatta entrare con la scusa di spiegargli il funzionamento della maniglia. Successivamente in casa era entrato un complice, un uomo che non è mai stato identificato: alto, vestito di scuro, con un cappellino con la visiera e il cappuccio della felpa tirato sulla testa. Si era qualificato come un carabiniere, dicendo che erano entrati i ladri. I due malviventi avevano portato l’anziana nella camera da letto, dove lei aveva notato che due quadri erano stati tolti dalla parete, il copriletto era stato mosso ed erano state aperte le ante centrali dell’armadio dove erano custoditi i suoi gioielli.
Ad un certo punto l’imputato le aveva afferrato entrambe le mani e le aveva tirato con forza le dita per impossessarsi degli anelli che indossava, persistendo fino a farle male. I due ladri erano riusciti a rubare tutti i gioielli trovati in varie parti della casa e 200 euro in contanti rubati dal portafoglio contenuto nella borsa appoggiata sul tavolo della cucina.
Alla fine i due si erano portati via un bottino ingente: una parure composta da un anello, orecchini e collana di perle rosse, due braccialetti, una collana, una spilla e un paio di orecchini in oro, due spille d’oro, un bracciale in doppia trama d’oro, una penna d’oro, la fede d’oro della nonna paterna , due anelli d’oro, l’anello di fidanzamento, un paio di orecchini in oro bianco, oro giallo e brillantini, un bracciale rigido in oro, un paio di orecchini di perla con brillantini, un anello di brillanti a forma di goccia e tre fili d’oro e una collana di perle con chiusura di rose e brillantino.
I malviventi erano poi fuggiti e la donna aveva potuto allertare le forze dell’ordine. Le indagini hanno permesso di rintracciare il 45enne napoletano, finito a processo e oggi condannato per rapina.