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Don Bruno Bignami relatore al Salone del Gusto di Torino

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C’era un pezzo di diocesi di Cremona al Salone del gusto di Torino nell’edizione che si è appena chiusa. Ad annunciarlo è il sito della Diocesi di Cremona. Era infatti presente don Bruno Bignami, invitato al tavolo dei relatori della conferenza internazionale che si è tenuta venerdì 24 ottobre presso la sala rossa della Fiera del Lingotto. “L’intervento del sacerdote cremonese, teologo morale e presidente della Fondazione Mazzolari di Bozzolo, ha dato il via ad un ampio dibattito sul tema della giornata dell’alimentazione 2014, dedicato per l’appunto all’agricoltura familiare, che nel mondo oggi produce l’85% delle derrate alimentari” scrive il sito della Diocesi. A introdurre i lavori nell’aula gremita di persone provenienti da ogni parte del mondo è stato il leader e fondatore del movimento Slow food, Carlo Petrini. L’ideatore della fiera Terra Madre ha espresso il sogno di una sorta di «foodstock del cibo» capace di vedere i giovani come protagonisti della produzione e della lavorazione delle materie prime legate al cibo.

A introdurre i lavori nell’aula gremita di persone provenienti da ogni parte del mondo è stato il leader e fondatore del movimento Slow food, Carlo Petrini. L’ideatore della fiera «Terra Madre» ha espresso il sogno di una sorta di ‘foodstock del cibo’ capace di vedere i giovani come protagonisti  della produzione e della lavorazione delle materie prime legate al cibo.

La riflessione di don Bignami si è soffermata su alcune questioni etiche che la fame nel mondo pone alle coscienze. «L’agricoltura – ha affermato il presidente della Fondazione Mazzolari – non è solo questione di tecniche produttive. Se così fosse, basterebbe uno in giacca e cravatta che si presentasse con le soluzioni ai problemi per aver risolto tutto. L’agricoltura familiare ribalta la prospettiva: chiede di mettersi in ascolto delle tradizioni culturali e colturali. Valorizza le relazioni e gli apporti di ciascuno. Parte dal basso». Lo scandalo è dato dal fatto che ogni anno muoiono per fame 36 milioni di persone, un terzo dei quali sono bambini, mentre gli sprechi alimentari ammontano a 1,3 miliardi di tonnellate di cibo. Sarebbe sufficiente un quarto del cibo gettato ogni anno per risolvere il problema della denutrizione. Per produrre il cibo che sprechiamo consumiamo acqua ed energia impoverendo le risorse del pianeta.

“Il cibo rimanda all’esperienza della famiglia – ha ricordato don Bignami -. L’uomo impara a mangiare prima ancora di parlare e lavorare. Mangia nella relazione costitutiva con la madre: dal suo seno riceve l’alimento ma anche affetto, cura e relazione. La famiglia è il luogo dove si impara una tradizione culinaria. Si trasmette la vita anche attraverso la condivisione di regole della tavola, di modi per preparare e cucinare i cibi. I ritmi della vita familiare si celebrano intorno a una tavola: le grandi feste annuali, gli anniversari, i compleanni, le feste religiose, i passaggi o le scelte definitive si sanciscono nella famiglia e intorno ad una mensa”.

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