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Taglio ai patronati: "Per la legge di stabilità rischiamo di chiudere"

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I patronati Cepa cremonesi (Ital Uil, Inca Cgil, Inas Cisl e Acli), con i loro 28 dipendenti (e che rappresentano circa il 90% dell’attività di patronato a Cremona) sono a rischio di chiusura. A lanciare l’allarme sono i segretari insieme ai sindacati di rappresentanza. Sotto accusa la legge di stabilità, articolo 26 comma 10. “Si tratta di una legge che in poche righe cancella cent’anni di assistenza gratuita, un vero e proprio disegno per eliminare i patronati – afferma Massimo Sarzi Sartori, segretario del patronato Inas Cisl, che insieme ai colleghi degli altri patronati Cepa del territorio hanno presentato le proprie preoccupazioni rispetto ad uno scenario che si prospetta decisamente negativo. «Questa legge comporterà una riduzione delle risorse destinate ai patronati di circa il 70%. Questo potrebbe significare la cancellazione completa di un servizio, che va a vantaggio dei cittadini”.

Ma i patronati non ci stanno e si preparano a contrattaccare, con la campagna “No ai tagli ai Patronati”, per raccogliere più firme possibili da inoltrare al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al ministro del Lavoro Giuliano Poletti, al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, al ministro degli Interni Angelino Alfano, al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, al commissario Inps Tiziano Treu e al presidente dell’Inail Massimo De Felice. La mobilitazione, come spiega Elena Curci, segretaria del patronato Inca Cgil “partirà dagli stessi cittadini, che verranno informati di quanto sta accadendo, Ma anche attraverso la firma della petizione. Inoltre sabato 15 novembre saremo nelle piazze principali del territorio: piazza Stradivari a Cremona, al mercato di Crema e in piazza Garibaldi a Casalmaggiore, per promuovere una mobilitazione generale. Infine faremo anche una giornata di chiusura di tutti i patronati, invitando i cittadini a recarsi nei luoghi istituzionali, per dare un segnale di cosa significherebbe perdere questo servizio”.

Intanto anche i parlamentari si stanno interessando alla questione e sappiamo che stanno preparando un emendamento trasversale che coinvolge tutti gli schieramenti politici, per chiedere al Governo di annullare questa normativa.
“Il taglio dei patronati non farà certo risparmiare i cittadini – aggiunge Giambattista Giletti (Acli) -. Noi vogliamo continuare a fare un servizio gratuito ai cittadini e non vogliamo che quello che è un diritto diventi oggetto di mercato, accessibile solo a chi se lo può permettere”.

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