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Un anno di maltempo: sceso un metro d'acqua Cala del 25% il raccolto dell'oro rosso

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Danni ingenti alla nostra agricoltura a causa del maltempo che si è abbattuto nei giorni scorsi su tutto il nord Italia. Le prime stime sull’annata agraria 2014, fatte da Coldiretti Lombardia in occasione del giorno del ringraziamento, sono deprimenti: oltre un metro di acqua si è abbattuto in 12 mesi sulla Regione.

Tra le colture più colpite quelle tipiche del nostro territorio. Come il pomodoro che, soprattutto nelle province di Cremona, Mantova e Brescia, ha subito un luglio caratterizzato da violente grandinate, alta piovosità e basse temperature. Una situazione che ha complicato la coltivazione, ma ha anche ostacolato la raccolta con un aggravio complessivo dei costi del 10%. Quest’anno in Lombardia la resa inferiore è stata inferiore alle 60 tonnellate per ettaro, mentre di solito si aggira sulle 73 tonnellate per ettaro. Stimato quindi un calo di produzione fra il 23-25%.

Altra coltivazione tipica del territorio gravemente colpita è quella del mais, a causa di trombe d’aria e grandine in diverse zone: dal Pavese al Lodigiano, dal Mantovano al Cremonese fino al Bresciano. La mietitura, posticipata di una quindicina di giorni rispetto alla media, è avvenuta in condizioni di umidità alta e maggiori costi per l’essicazione. Sul fronte diabrotica non si segnalano criticità rilevanti. Per il mais da granella le rese 2014 dovrebbero attestarsi intorno alle 12 tonnellate per ettaro, mentre calano le superfici coltivate: si stimano nella nostra regione 190mila ettari dedicati a questa coltura, con una flessione annua di quasi il 5%. Complessivamente la produzione totale è stimata intorno ai 2 milioni di tonnellate.

Situazione analoga per l’olio di oliva, una produzione diffusa su oltre 2mila ettari soprattutto nelle province di Brescia e Bergamo, seguite da quelle di Como, Lecco e Mantova. Per il 2014 si attende una produzione di circa 675 mila litri di olio extravergine d’oliva di alta qualità, con una perdita stimata del 25% rispetto al 2013. L’inverno troppo mite, l’estate piovosa, umida e fredda, le grandinate e gli attacchi parassitari hanno danneggiato il raccolto che non raggiungerà i 50 mila quintali di olive, per una quantità di olio inferiore di oltre 150 mila litri rispetto la produzione del 2013.

Annata difficile anche per l’uva da vino. Si attende una produzione in calo tra il 10 e il 15% a seconda delle zone, e gradazioni zuccherine in diminuzione rispetto agli anni precedenti. Nell’Oltrepò Pavese e in Franciacorta la fioritura è stata buona, ma poi il maltempo ha rovinato la stagione così come nella Bergamasca, nel Mantovano, in Valtellina e sulla collina di San Colombano. La superficie regionale dedicata a uva per la produzione di vino è di 22mila ettari.

L’andamento delle temperature e le frequenti piogge hanno influenzato anche lo sviluppo del riso, provocando diversi problemi tra cui lo slittamento delle false semine (necessarie per eliminare le infestanti), il rallentamento della fase di spigatura e fioritura. Sebbene il mese di settembre sia stato più favorevole al riempimento dei chicchi, grazie a giornate soleggiate e temperature in rialzo, secondo le prime stime le produzioni saranno in calo in media di circa il 10%. Da segnalare che, per alcune varietà, si temono cali produttivi più consistenti. Nel 2014 in Lombardia si contano 91mila ettari con 1.800 produttori, concentrati prevalentemente nelle province di Pavia, Milano e Lodi.

Va male anche nel settore dell’ortofrutta: per meloni e angurie si stimano cali produttivi intorno al 30%, mentre per gli ortaggi coltivati in pieno campo si segnalano diminuzioni produttive di circa il 20%. Unica eccezione le mele, per cui si prospetta un’annata positiva.

Il florovivaismo continua a lottare contro concorrenza straniera, andamento climatico sfavorevole, calo degli ordini da parte della pubblica amministrazione. A questi si aggiunge anche il crollo dei consumi interni dovuto sia alla crisi economica, sia al brutto tempo che non favorisce gli acquisti di piante e fiori. Segnali positivi arrivano, invece, dalla vendita delle piantine da orto grazie al crescente interesse verso gli orti urbani.

A livello zootecnico le aziende soffrono soprattutto per gli scarsi margini di redditività. Gli allevatori di suini stanno lavorando in perdita: nel mese di ottobre, ad esempio, a fronte di una quotazione che per ora oscilla intorno a 1,43 euro, i costi di produzione hanno raggiunto 1,47 euro con una perdita secca di 4 centesimi al kg per i suini pesanti della tradizione di alta qualità italiana. Per il 2014 si stima che in Lombardia saranno allevati oltre 5 milioni di capi. Per quanto riguarda il latte, i produttori hanno chiuso l’ultima campagna senza splafonamento rispetto al limite nazionale, mentre il prezzo medio alla stalla tra gennaio e settembre è stato di 43 centesimi al litro.

È stata un’annata segnata dal maltempo – spiega Ettore Prandini – con i produttori costretti a rivedere i tradizionali ritmi di lavoro, sospendendo in alcuni casi le operazioni a causa di campi ridotti a un pantano. Oltre al danno produttivo, va aggiunto anche quello ambientale con le esondazioni di fiumi e torrenti che ripropongono il tema della gestione del territorio e della presenza dell’agricoltura come barriera contro il dissesto idrogeologico”.

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