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Puntualità dei treni: la Cremona-Milano è la tratta peggiore in Lombardia

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La tratta ferroviaria che collega Milano, Cremona e Mantova si aggiudica il primato negativo per i ritardi dei treni nel mese di novembre. Secondo la classifica di Tarda Treno per il mese di novembre, infatti, i treni in transito per la nostra città, in collegamenti tra Cremona e Milano, Cremona e Mantova e Milano-Cremona-Mantova sono tra quelli con maggiori ritardi. Al primo posto per i ritardi, con una media di 27 minuti c’è proprio il 10479, che collega Milano a Cremona (in partenza alle 17.36 per arrivare a destinazione alle 19.20). Uno dei treni utilizzati dalla maggior parte dei pendolari che ogni giorno si recano nel capoluogo meneghino per lavoro.

Al quarto posto della classifica, con 20 minuti di ritardo, un altro treno che collega i due capoluoghi, il secondo tra i più utilizzati dai pendolari: il 10483, in partenza alle 18.40 per arrivare a Cremona alle 20.20. Stessa tratta anche all’ottavo posto, con 18 minuti medi di ritardo per il treno delle 16.40 (in arrivo in città alle 18.20).

Al nono posto c’è invece uno dei treni più utilizzati dai pendolari del mattino, quello che parte alle 6.37 dalla città del Torrazzo per arrivare a Milano alle 8.35: secondo Tarda Treno la media è di 17 minuti di ritardo.

E così, via via, scendendo lungo la classifica, si trovano numerosi altri convogli portatori di ritardi continui. Su una classifica di 44 convogli rilevati, quelli sulla nostra tratta sono ben 10; il quadro non è certo dei più edificanti, come del resto dimostrano i dati forniti anche dalla stessa Trenord nei giorni scorsi: l’indice di puntualità (corse entro i 5 minuti di ritardo sul totale corse) è del 65% sulla tratta Milano Mantova e del 45% sulla tratta Codogno Mantova, mentre uno standard accettabile non dovrebbe essere inferiore all’80%.

In questo contesto, si colloca anche la protesta che stanno portando avanti gli studenti cremonesi, sotto impulso del Collettivo autonomo studentesco, che da circa una settimana ha decretato lo sciopero del biglietto, anche a fronte delle mancate risposte di Trenord alle richieste dei giovani di avere dei vagoni in più sulla Cremona-Mantova. “Non pagare il biglietto, seppur contro il regolamento dell’azienda di trasporti, diventa strumento per opporsi a quello che è un servizio fornito a prezzi sempre più elevati e dunque sempre meno accessibili per gli studenti che necessariamente ne devono usufruire per andare a scuola, viaggiando (quando i posti sui vagoni ci sono) in condizioni tutt’altro che dignitose – evidenziano gli studenti -. L’azienda si è anche pronunciata riguardo l’insufficienza di carrozze, secondo lei fornite in maniera efficiente ed ottimale. A questi dirigenti che a chilometri di distanza inviano comunicati tentando di mantenere salda la propria immagine, peraltro senza sortire risultati di sorta dati i disagi che colpiscono i pendolari cremonesi da mesi e mesi, rispondiamo che su quel treno ci siamo stati e ci siamo ancora, insieme a tutti gli studenti che giorno dopo giorno fino alla fine dell’anno scolastico dovranno usufruirne, e sappiamo che le condizioni sono del tutto inaccettabili. Come del resto lo sa il personale della stazione che ha da subito affermato che il problema esiste e sarebbe stato risolto nel giro di una settimana dopo la consegna delle firme raccolte, promesse non mantenute. Gli unici miglioramenti che abbiamo riscontrato sono stati frutto della determinazione dei giovani pendolari che hanno deciso di sottrarsi a condizioni di viaggio non più accettabili, rivendicando un trasporto pubblico, dignitoso ed accessibile per tutti e tutte”. Per questo motivo, “abbiamo deciso che lo sciopero del biglietto proseguirà”. Almeno finché  non si otterranno delle risposte.

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