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Comune, dipendenti 'interrogati' Un questionario per capire cosa non va

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La ‘rivoluzione’ nell’assetto del Comune è appena agli inizi e solo a metà del nuovo anno si potrà fare un primo bilancio. Dopo il giro di valzer di dirigenti e funzionari della scorsa estate, ora tocca ai  circa 600 dipendenti fare i conti con la riorganizzazione. Giovedì scorso una partecipata assemblea convocata dalla Rsu ha illustrato le prossime mosse dell’amministrazione Galimberti, che della valorizzazione del personale ha fatto un punto qualificante. L’amministrazione ha intenzione di distribuire un questionario tra il personale per dare modo a ciascuno di descrivere il proprio ruolo e far emergere le proprie competenze, anche nell’ottica di un cambiamento di funzioni. Il questionario, su cui l’amministrazione voleva un parere da parte del personale, non è ancora stato distribuito. Da decidere se la compilazione sarà obbligatoria oppure no. Al momento una cosa è certa: sarà anonimo, una precisa richiesta dei sindacati ben consapevoli della delicatezza dell’operazione.”Svelare” quello che non va in un ufficio o in settore, è qualcosa che spaventa sempre i dipendenti. Dunque alle domande potranno rispondere in maniera anonima anche se sarà necessario fornire indicazioni sul servizio svolto, altrimenti l’operazione non avrebbe senso. Giorgio Salami, coordinatore Rsu, per la Cgil, vede positivamente l’iniziativa, anche se mette le mani avanti sul nuovo corso varato dall’amministrazione: “Siamo solo agli inizi, vediamo cosa cambierà rispetto alla precedente amministrazione, con la quale pure eravamo partiti bene, salvo poi trovarci con molti problemi. Buon segno che il questionario venga costruito anche con il contributo  dei dipendenti, secondo la logica che chi lavora dentro la ‘macchina’ è anche colui che ne conosce meglio pregi e difetti. Oggi si tratta di attualizzare le precise indicazioni che già emergevano nella nostra indagine sul benessere organizzativo del 2006”. Il questionario avrebbe dovuto essere diffuso già alcuni mesi fa, secondo il volere dell’amministrazione.

Altro punto discusso in assemblea, che ha visto partecipare circa 70 dipendenti (“l’abbiamo convocata di un’ora, ma ci sarebbe voluto più tempo”) è stato l’orario sperimentale in corso di attuazione da un mese e che durerà fino alla fine dell’anno, con chiusura degli uffici il venerdì pomeriggio. “Onestamente la sperimentazione non risulta molto gradita”, afferma Salami. “Sta creando qualche problema a chi ha bambini che frequentano scuole e asili con uscita pomeridiana. Di sicuro produce risparmi per l’amministrazione, sul fronte delle utenze e del costo della mensa.  Ma non direi che l’orario sia essenziale per risparmiare sugli straordinari. Se il problema è che se ne fanno troppi – in alcuni settori – allora la soluzione sarebbe abbastanza semplice: che i dirigenti ne consentano meno”.

g.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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