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Ucciso, chiuso in un sacco e gettato nel Po, è giallo nel Mantovano

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AGGIORNAMENTO – E’ stato ucciso con un colpo alla nuca, sferrato con un corpo contundente, quindi chiuso in due sacchi neri della spazzatura, trasportato in auto e gettato nel fiume. Questa è la fine che gli inquirenti ipotizzano per Fausto Bottura, 48enne mantovano (risiede a Magnacavallo), disoccupato, il cui cadavere è stato rinvenuto a Bardelle, frazione di San Benedetto Po. L’uomo era scomparso da casa mercoledì. I carabinieri, avvalendosi della testimonianza della sorella che abitava con lui, stanno cercando di ricostruire le sue ultime ore di vita e di chiarire le circostanze della morte.

Il corpo era chiuso in un sacco, impigliato nell’idrometro del fiume, ed è stato ritrovato da un addetto alla pulizia dell’impianto. Secondo gli inquirenti potrebbe essere stato gettato in acqua più a monte, e poi trascinato fino lì dalla corrente. A soli tre giorni dal ritrovamento del cadavere del cremonese Giorgio Gobbi in un parcheggio del centro commerciale Torri di Parma, questo secondo ritrovamento fa pensare.

Il cadavere potrebbe aver percorso diversi chilometri, spinto dalla corrente del Grande fiume, per arrivare sino in quel punto. Per questo, l’attenzione è alta anche dal nostro territorio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il magistrato di turno della procura di Mantova, Silvia Bertuzzi. Al momento, gli investigatori non fanno alcun cenno al possibile movente del delitto, né vi sarebbero indagati o sospettati. In caserma a Magnacavallo sono stati sentiti a lungo i familiari con cui Fausto viveva, la sorella Patrizia e tre dei suoi quattro figli.

lb

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