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Robecco-Pontevico, idea fusione a cavallo di due province

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Robecco e Pontevico hanno iniziato insieme un percorso nuovo attraverso la firma di una convenzione di servizi in parte operativa da novembre, in parte dal prossimo gennaio. Già si parla di Unione sovracomunale ma, sullo sfondo, si affaccia l’idea di una fusione tra le due realtà. A spiegarlo ai cittadini sarà un numero unico che uscirà nei prossimi giorni.

“Alea iacta est!”, “Il dado è tratto”, ha esclamato il sindaco Marco Romeo Pipperi subito dopo il nominato accordo. Giulio Cesare, pronunciando questa frase, passò il fiume Rubicone, il sindaco robecchese, il fiume Oglio. Il primo passo verso l’abbattimento dei confini tra Robecco, in provincia di Cremona, e Pontevico, in provincia di Brescia, è stato compiuto sottoscrivendo una convenzione per la gestione associata di alcuni servizi. E’ probabilmente l’unico caso che vede una scelta interprovinciale in regione Lombardia. Non si tratta, per ora, di confini geografici ma solo amministrativi: un adeguamento al Decreto Legge n. 95 del 2012, alla Spending Review, che impone che i comuni con popolazione inferiore a diecimila abitanti debbano gestire i servizi a favore dei cittadini mediante aggregazioni. Questo per abbattere i costi senza ledere i principi di efficienza dei servizi offerti. Un’apposita clausola demanda alle regioni la possibilità di stabilire un limite diverso. La Lombardia ha modificato il limite demografico portandolo a “cinquemila abitanti o pari al quadruplo del comune più piccolo” ma la prospettiva futura è che il limite sia adeguato ai canoni legislativi che vuole la riduzione delle spese attraverso la fusione di comuni. Le due amministrazioni confinanti si sono accordate e hanno guardato avanti. Subito favorevole si è detto Roberto Bozzoni, sindaco di Pontevico e così pure il consiglio comunale di quel paese dove Pipperi è andato per illustrare la questione. Robecco e Pontevico, sono sempre  stati in simbiosi almeno da quando, col Congresso di Vienna del 1815, si formò il Regno Lombardo-Veneto che abolì in via definitiva i dazi e gli antichi  diritti di pedaggio e di ripatico sull’Oglio. Il fiume, fino al 1797, fu confine di Stato tra  il Ducato di Milano al quale apparteneva il Cremonese e la Repubblica di Venezia di cui faceva parte il Bresciano. Antiche rivalità che per secoli videro guerre e contrapposizioni di vario genere sono destinate a divenire un arricchimento storico-culturale comune alle due realtà. Dalla convenzione tra le due località rivierasche, in questa prima fase, sono scaturiti accordi che lasciano ampia autonomia gestionale, discrezionale ed impositiva. Il personale dipendente rimane ancora in carico ai rispettivi comuni che possono condividerlo o scambiarselo reciprocamente. I cittadini, per le varie necessità, continueranno  a rivolgersi al proprio comune di appartenenza. Questi i servizi gestiti in forma associata tra i due comuni: organizzazione generale dell’amministrazione, gestione finanziaria, contabile e controllo; organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale; catasto, escluse le funzioni di competenza dello Stato; pianificazione urbanistica ed edilizia di ambito comunale, nonché la partecipazione a quella di livello sovracomunale; pianificazione, in ambito comunale, della protezione civile; servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani e riscossione dei relativi tributi; gestione dei servizi sociali; edilizia scolastica e gestione dei servizi scolastici; polizia municipale e polizia amministrativa locale.

Ad ogni comune sono state affidate tre aree gestionali. A Robecco: la gestione finanziaria, contabile e di controllo affidata a Ida Zucchelli; edilizia privata, urbanistica e catasto a Carlo Alberto Conti Borbone; responsabile dell’ente il segretario comunale Concetta Sicolo. A Pontevico: segreteria, organi costituzionali a Nicoletta Bricchi; lavori pubblici, manutenzione e protezione civile a Roberto Bonezzi; polizia locale a Maurizio Carrera.

Nel frattempo le due amministrazioni stanno già lavorando, in proiezione di quanto espresso dalle direttive legislative, verso la formazione di un’Unione fra i due comuni, una realtà sovracomunale con nuova entità giuridica avente potere decisionale. Alla stessa dovrà passare il personale. L’Unione sarà amministrata da un presidente, dalla Giunta e dal Consiglio, composti da rappresentanti dei rispettivi comuni.

Ma il futuro, sempre nell’ottica della volontà legislativa tendente al risparmio e alla riduzione delle spese dovuto agli accorpamenti, va verso la “fusione” dei due comuni. In passato il comune di Robecco aveva valutato le proprie attenzioni anche per altri paesi del Cremonese. Successivamente ad  una serie di valutazioni  il sindaco Pipperi e i membri del Consiglio, hanno optato per quella che è stata considerata la scelta migliore per il paese.

“Non saprei dire tra quanto tempo – dichiara il primo cittadino – ma se la legge dovesse imporre la fusione di comuni  per il raggiungimento dei diecimila abitanti, penso che il nostro futuro sia con Pontevico”.

A qualcuno che non conosce la realtà locale potrebbe sembrare un’anomalia quella di un unico comune posto su due province. In realtà gli abitanti dei due paesi condividono da tempo il territorio. I robecchesi, in particolar modo, fanno riferimento ai supermercati, al mercato del martedì, a certi negozi e ad altre attività economiche della confinante località bresciana.

Angelo Locatelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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