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Tognazzi, 25 anni dalla morte e niente all'orizzonte per ricordarlo

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Tra gli anniversari che ricorreranno nel 2015 un posto speciale lo occupa la morte di Ugo Tognazzi, gloria cremonese del teatro e del cinema, spentosi a Roma il 27 ottobre 1990. Cremona sembra aver definitivamente  perso il legame che negli anni Novanta aveva ristabilito con il clan Tognazzi, quando al celebre  attore e regista era stato intitolato il festival cabarettistico che segnò l’esordio di molti talenti comici (tra gli altri, Enrico Bertolino, Max Pisu, Ficarra e Picone). Nelle prime edizioni il premio Tognazzi, nato grazie alla tenacia della nipote cremonese Bice Brambilla, si svolgeva in più serate, tra settembre e dicembre; poi il declino condizionato dal graduale venire meno degli sponsor e in particolare del più signifcativo, il marchio Negroni legato a doppio filo a Tognazzi che al salumificio aveva lavorato in gioventù.

Il 25esimo della morte può ancora essere l’occasione per rilanciare una figura che ha segnato la storia del cinema, del teatro e della televisione italiana e che  potrebbe dare lustro internazionale a Cremona. Perchè Tognazzi è uno dei quegli artisti che hanno segnato un’epoca ma al tempo stesso la travalicano, meritando di essere riproposti alle generazioni che non hanno mai visto un suo film. Nulla sembra essere all’orizzonte né in termini di retrospettive cinematografiche o televisive  (probabilmente la cosa più semplice da realizzare), nè di giornate a tema, nè tantomeno di festival per lanciare nuovi talenti. Un unico progetto compare (per il momento, ma c’è ancora tempo) all’interno della programmazione annuale del Comune, messo online sul sito istituzionale, nel capitolo “Rigenerazione urbana e vivibilità sociale” e riguarda l’iniziativa dell’associazione culturale Cr.ar.t. dedicata alla riscoperta dei luoghi che a Cremona hanno ospitato o ospitano le sale cinematografiche. A differenza di quanto avvenuto nell’ultimo decennio, infatti, nel primo Novecento e poi nel dopoguerra Cremona aveva visto il proliferare di sale sia all’aperto che al chiuso, mentre oggi solo una ne sopravvive, il cineteatro Filo. Iniziativa interessante quella delle guide turistiche, ma che non deve rimanere la sola, anche perchè Tognazzi è sì legato al cinema, ma anche al teatro, all’avanspettacolo e al cabaret. Per non dire della sua passione per la cucina (e Cremona ha decisamente  qualcosa da dire nell’agroindustria) oltre che per il calcio.

La politica anni addietro aveva provato a sensibilizzare le istituzioni locali sul recupero di questo legame. Nel 2005 si registra una proposta dei consiglieri provinciali Manfredini, Ladina e Gugliermetto per  valorizzare il cinema comico a Cremona, provando a coinvolgere anche i festival del cinema di Venezia e di Locarno, che avrebbero potuto trasferire le sezioni “comiche” sulle rive del fiume Po e in altri centri significativi della Provincia, come Pizzighettone o Soncino. Nulla è stato fatto. Cinque anni fa poi, in occasione del ventennale, il figlio Gianmarco incontrò il sindaco Oreste Perri per sondare la disponibilità del Comune a dare un sostegno ad una nuova edizione del Premio con un minimo di continuità. Grande disponibilità da parte del sindaco ma, anche allora, tutto finì lì.

“Ormai è passato troppo tempo”, afferma la sorella Adele Tognazzi, 91 anni. “I legami con i miei nipoti si sono diradati e i giovani di oggi non conoscono più i film di Ugo, la televisione non li passa più”, dice con modestia. Le rispondiamo che non è proprio così, che sono in tanti a ricordare l’artista e che tantissimi giovani che non lo conoscono lo apprezzerebbero sicuramente: “Mi fa piacere, ma non si può tornare indietro, nei primi tempi dopo la morte il ricordo era ancora vivo, oggi non c’è più interesse, non c’è più curiosità. Comunque la ringrazio di averlo ricordato”. Strana sorte: dovrebbe essere Cremona a ringraziare un cognome che – nonostante 25 anni siano passati – è uno di quelli di cui può giustamente vantarsi.

g.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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