Un commento

Dopo il corteo resta il pericolo islamista: cosa può fare l’Europa?

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C’erano tre milioni di persone e i leader mondiali domenica 11 gennaio a Parigi in quella che è stata definita “la più grande marcia della storia francese”; la marcia contro l’orrore islamico in difesa delle nostre libertà basilari. Un “muro umano” per condannare un massacro di innocenti. Accanto a Hollande c’erano la Merkel, Cameron, il nostro Renzi. E poi Netanyahu a pochi passi dal presidente palestinese Abu Mazen. C’era pure il presidente del Mali, Boubacar Keita; nel suo Paese i militari francesi stanno combattendo al-Qaeda. Non c’era Obama e nemmeno il suo vice Biden e nemmeno il segretario Kerry. Al loro posto il ministro della Giustizia Eric Holder. Francamente un po’ poco e la stampa americana si è (giustamente) lamentata. Non c’era nemmeno Marine Le Pen, bandita dal corteo come una appestata, in realtà per strapparla ad una visibilità porta-voti per il suo Front National che è già al 25%.

In compenso c’erano il premier turco ed il fratello dell’emiro del Qatar, cioè i rappresentanti di due paesi sospettati di finanziare e ospitare i peggiori estremisti islamici. C’erano in prima fila  i petroldollari. Mancava pure la bandiera europea accanto ai cartelli “je suis Charlie” oppure “Je suis contre le racisme”; una bandiera in difesa della libertà di espressione, dei giornalisti caduti, dell’Occidente. Non c’era perché noi, come è stato osservato, “siamo a malapena una moneta che è in realtà il marco tedesco col nome cambiato” (A.Sallusti). Calato il sipario sulla piazza l’Ue si è fatta ancora una volta riconoscere  per quello che è: parolaia e, soprattutto, divisa. Francia e Spagna vogliono ad esempio rivedere il trattato sulla libera circolazione nello spazio Schengen; cioè reintrodurre in Europa i controlli alle frontiere. Alfano ha detto no perché la sospensione immediata del trattato sarebbe un arretramento sulle conquiste di libertà. Capirai. Ed allora? La domanda di fondo è sempre la stessa: cosa può fare l’Europa per arginare il pericolo islamista? Il terrore si può battere?  L’impresa è comunque titanica. Che fare in concreto al di là delle belle parole, della retorica buonista, del mare di ipocrisia che abbiamo registrato anche nelle alte stanze dove, ad esempio, c’è una Boldrini che è più integralista dei califfi? E con lei ci sono le varie Federica Mogherini, Cècile Kyenge che passano tutto il santo giorno a ricordarci di saper distinguere “tra gli assassini ed il vero Islam”. Che misure allora dovremmo prendere? Da noi ci sono almeno tre milioni di musulmani, in Francia sono sei; mica si possono prendere uno per uno e mandarli via. Essere musulmani non è un reato. Epperò non è male ricordarsi del messaggio furibondo della Fallaci la quale, dopo le bombe nella metropolitana di Londra parlava di “Mostro deciso ad eliminarci fisicamente e insieme ai nostri corpi distruggere i nostri principi e i nostri valori”. A proposito: i servizi Usa hanno avvisato il Vaticano (“Siete il prossimo obiettivo”). Lo hanno confermato pure una tv israeliana e il tabloid tedesco “Bild”. Tre le cose da fare (secondo me):

1) Recuperare i principi che hanno formato la nostra cultura.Vivere meno di consumi e più di pensiero. Non abbassare la guardia sulle nostre tradizioni, il crocefisso, il presepe…

2) Aggiornare i servizi (italiani, europei). Non è possibile che tre dilettanti abbiano beffato apparati di intelligence, che ci costano, oltretutto, una fortuna.

3) Aiutare l’islam a entrare nella modernità. I fanatici sono fermi al Medioevo. La risposta militare non basterà mai.

Enrico Pirondini

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Commenti
  • Ste

    Riiguardo al punto 3 : penso sia applicabile solo migliorando l’integrazione , che significa SMETTERLA CON LE DISCRIMINAZIONI che accrescono solo odio e le SEMPLIFICAZIONI E GENERALIZZAZIONI POPULISTE alla Salvini e Le Pen. Per aiutare lslam a modernizzarsi bisogna iniziare a parlare e trattare le persone come persone NON con come “ruba lavoro” o “calndestini”. Riguardo Le Pen, mi permetto di integrare il suo commento con ..strapparla GIUSTAMENTE ad una visibilità che IN QUESTO SPECIFICO MOMENTO porta voti MA SOLO PERCHE BASATA SU PAURA , che accesce XENOFOBIA, i veri valori della Le Pen. Vogliamo che la gente voti di pancia perche ha paura o che voti per migliorare la società?