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Trafugati oggetti sacri da una chiesa di Soncino, denunciati due ambulanti

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Denunciati due ambulanti esperti nella vendita di antiquariato, che nella notte tra il 4 e il 5 gennaio avevano messo a segno un colpo nella chiesa di San Pietro Apostolo di Soncino, scassinando una porta laterale. Il parroco, don Mario Marinoni, la mattina dopo aveva denunciato subito l’accaduto ai carabinieri di Soncino, che si sono messi subito sulle tracce dei ladri, forti del fatto che fortunatamente gli oggetti sacri erano stati fotografati e catalogati con le apposite schede predisposte dal Comando Tutela Patrimonio Culturale di Roma, unico organo nazionale che gestisce un catalogo delle opere d’arte trafugate, e quindi tale ha permesso di avviare subito le indagini atte ad identificare i responsabili e recuperare la refurtiva, interessando altresì anche il Nucleo TPC di Monza.

I militari, in collaborazione con personale del nucleo operativo di Crema, hanno portato avanti le indagini in questi giorni, soprattutto in ambito locale, in quanto “l’evento appariva consumato da parte di persone del posto che conoscevano bene il fatto circa la presenza di quegli oggetti sacri dentro la citata chiesa” fanno sapere i carabinieri, che nelle ore immediatamente successive al fatto hanno interrogato diverse persone del posto, riuscendo a raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti di una coppia di commercianti ambulanti del posto, dediti alla vendita di oggetti di antiquariato nei mercatini della Lombardia.

Messi alle strette, i due hanno infine confessato, restituendo però solo parte della refurtiva, costituita da due pissidi ed un calice, in quanto il resto, secondo i due accusati, era già stato venduto a dei ricettatori stranieri. Il valore di quanto rinvenuto si aggira sui 15.000 euro.

I due malfattori sono stati denunciati per furto aggravato in concorso, mentre proseguono le ricerche della refurtiva mancante. Nella giornata di martedì quanto rinvenuto è stato restituito a Don Mario che ha reagito con grande commozione, ringraziando i carabinieri per l’impegno.

“Il brillante risultato ottenuto è frutto sicuramente anche della presenza delle schede cataloganti gli oggetti asportati, che contengono le foto e la descrizione degli stessi – dichiarano dal Comando -. Si invitano, pertanto, tutte le persone che posseggono opere d’arte a rivolgersi presso le locali stazioni carabinieri per ottenere le schede da compilare e conservare, indispensabili per poter ricercare gli oggetti, qualora eventualmente trafugati”.

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