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Una strategia pianificata apposta per mettere Cremona in stato d'assedio

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Ma chi erano i black bloc che hanno messo in scacco un’intera città? Trecento, forse quattrocento attivisti di centri sociali arrivati da Roma, da Brescia, da Milano, dal Veneto. In Questura si sta preparando un voluminoso dossier che già ad inizio della settimana finirà sul tavolo del Procuratore Di Martino. C’era un piano preciso, organizzato, studiato nei minimi particolari per mettere Cremona in stato d’assedio e renderla vulnerabile con una serie di attacchi ad obiettivi già predisposti. Banche, assicurazioni, negozi e soprattutto il comando della Polizia Locale sul piazzale di porta Venezia sguarnito di Polizia e Carabinieri impegnati nei primi assalti all’altezza del Parco del Vecchio Passeggio. E poi le biglie di ferro, le spranghe, le pietre, i bastoni, i caschi e quella sorta di divisa nera dei black bloc fatta di giubbotti neri imbottiti indossati durante il passaggio del corteo tra Porta Venezia e Viale Trento e Trieste. Tutto studiato secondo una strategia di guerriglia urbana già collaudata altrove (Genova, Milano, Roma) ed importata a Cremona.

Le indagini di Polizia e Carabinieri sono proprio incentrate sulle menti degli scontri. Numerose le immagini acquisite, della testa del corteo, della fuga nelle vie laterali. Particolarmente significative quelle dell’assalto al comando dei Vigili Urbani dove duecento manifestanti hanno distrutto le vetrate con cartelli stradali divelti, spranghe, entrando anche al comando. Le telecamere interne ed esterne del comando hanno ripreso tutto e sono già state acquisite dalla Digos. Le scene dentro al comando sono terrificanti. I pochi vigili urbani presenti, insieme al comandante Sforza, all’ingegner Pagliarini, al sindaco Galimberti e all’assessore Barbarba Manfredini  si sono asserragliati nella centrale operativa. Solo la capacità di autocontrollo degli agenti ha evitato che qualcuno estraesse la pistola d’ordinanza, vista la malparata con le inevitabili conseguenze. Allo stato attuale non ci sono ancora indagati ma il dossier si fa via via sempre più corposo man mano che passano le ore. Toccherà poi alla Procura fare le prime mosse.

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