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Ventura: 'Troppi compromessi', Lena: 'Sindaco si dimetta'

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Dalla minoranza consigliare di Fratelli d’Italia – An arriva la richiesta di dimissioni del sindaco e della sua giunta, dopo i fatti di sabato pomeriggio di via Mantova. “Come premessa – afferma Marcello Ventura – condanno già quanto successo come antefatto nella rissa iniziale tra Casapound e Dordoni. E in maniera ancora più dura condanno quanto successo durante la ‘manifestazione’. Credo che Prefetto e Questore debbano considerarsi responsabili per aver dato l’autorizzazione allo svolgimento, ma sicuramente anche il Sindaco Galimberti è responsabile per comportamento irresponsabile e fazioso fin dal consiglio comunale di lunedi 19 gennaio quando nella sua dichiarazione, condannando l’accaduto, ha caricato la mano definendo Cremona città antifascista (come se fosse un titolo: il fascismo è finito nel 1945 ) e della pace fomentando l’odio di chi si accingeva ad organizzare. Credo che il centro sociale Dordoni debba essere immediatamente chiuso in quanto dimostra che alsuo interno vivono delinquenza e odio mascherati dalla ‘politica’. La calata a Cremona dei black block lo dimostra ampiamente. Chi paga tutti questi danni? Come mai neanche un arresto ma solo ricerca di contenere i danni? Alfano dia più protezione ed autorità alle forze di Polizia in questi frangenti. E veniamo alla presenza dei politici alla ‘manifestazione’ – continua Ventura – Qualcuno del Pd (consiglieri), qualcuno della coalizione. Stridono molto le dichiarazioni di Galimberti con quelle di Sel, dimostrano la totale incoerenza e incapacità di convivenza di questa coalizione in questa amministrazione, che pur di vincere e governare è scesa ad ignobili compromessi. Il Sindaco deve fare chiarezza e con dignità dimettersi insieme alla sua giunta. Cremona città tranquilla da sempre, ha vissuto un pomeriggio di follia, anche e soprattutto per colpa sua. L’immobile dove ha sede il Dordoni è di proprietà comunale e l’amministrazione deve responsabilmente non concedere più spazi ad associazioni terroristiche e violente. E i danni chi li paga? E i costi di smaltimento e pulizia? Incredibile: per sposarsi in comune chiedono una cauzione nel caso in cui venga sparso riso in terra; per manifestare spaccando tutto il Comune non chiede niente”. “Però Sindaco –  conclude Ventura – che logica e coerenza. Dimostri dignità e si dimetta”.

Sulla manifestazione promossa dai centri sociali cremonesi che ha messo a ferro e fuoco la città di Cremona è intervenuto anche Federico Lena, della Lega Nord. “In una situazione di estrema tensione”, si legge nel comunicato, “il tavolo per la sicurezza di Cremona ha autorizzato una manifestazione che sin dalla sua genesi prometteva problemi e rischi per i cittadini cremonesi. Un errore grossolano che ha messo a repentaglio la sicurezza dei residenti cremonesi. Credo che chi ha sbagliato debba pagare”. “Il sindaco Galimberti”, scrive Lena, “non ha saputo proteggere e garantire la sicurezza ai suoi concittadini- attacca Lena- commercianti e residenti sono stati esposti a gravi pericoli: sono state distrutte attività commerciali, automobili, intere famiglie sono state condannate ad una clausura forzata per la paura di scontri e violenze che si sono poi effettivamente verificati”. Lena si chiede poi “come sia stato possibile autorizzare una manifestazione che già nella sua genesi aveva caratteristiche di pericolosità non indifferenti. Prerogative  note al tavolo della sicurezza che aveva provveduto a far rimuovere cestini e elementi che avrebbero potuto costituire armi di danneggiamento o offesa. Segno evidente che qualche dubbio sulla ‘pacificità’ della manifestazione era nell’aria. In tutto questo vedo molta ipocrisia: tutti sapevano ma oggi tutti si dissociano”. Per Lena, “oltre a valutare la chiusura dei centri sociali (lo farà davvero?), il sindaco Gianluca Galimberti dovrebbe dimettersi. Si è rivelato inadeguato e ha messo a  rischio l’incolumità dei suoi cittadini. Auspico infine che l’operato del Tavolo della Sicurezza venga valutato nei modi più opportuni e che vengano individuati i responsabili di questa leggerezza che è costata cara alla città di Cremona non solo in termini di danni ma soprattutto di SICUREZZA per i propri cittadini”.

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