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Accompagnava le lucciole a casa dopo il lavoro, autista assolto

lucciole

Un 42enne finito a processo con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione è stato assolto dal giudice ‘perché il fatto non sussiste’. Nel 2011, l’uomo, ex cliente, era diventato amico di tre lucciole che dopo il lavoro riaccompagnava a casa con il suo furgone. Con lui si sentivano al sicuro. Le prostitute arrivano sulla Paullese in taxi e poi ad accompagnarle ci pensava il 42enne. A fare il suo nome agli inquirenti era stata una ‘fonte informativa anonima’, ma le prove non sono risultate sufficienti per una condanna. Per l’imputato, difeso dall’avvocato Raffaella Parisi, anche il pm ha chiesto l’assoluzione.
Nella motivazione della sentenza, il tribunale si richiama alla più recente giurisprudenza della Suprema Corte (Cassazione penale, sezione III, 16 luglio 2013, numero 37299), secondo cui “l’accompagnamento in auto della prostituta sul luogo del meretricio configura il reato di favoreggiamento della prostituzione quando risulti funzionale all’agevolazione della prostituzione, sulla base di particolari elementi sintomatici, quali, ad esempio, la non occasionalità l’espletamento di attività ulteriori rispetto al suo accompagnamento (sorveglianza, messa a disposizione del veicolo per l’incontro con i clienti, etc)”. Per il 42enne, il tribunale osserva che “mancano appunto detti ulteriori elementi sintomatici in quanto ciò che risulta essere stato direttamente accertato (dagli inquirenti) è solo un trasporto occasionale (quello verificato il 27 ottobre del 2011), non potendo ovviamente avere alcun valore probatorio le segnalazioni di informatori anonimi”.

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