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Registro unioni civili: se ne parla in commissione il 18 febbraio

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Il dibattito era entrato nel vivo ormai due mesi fa, occupando un intero consiglio comunale, a seguito di una mozione della Cinquestelle Lucia Lanfredi. La settimana prossima il tema del registro delle unioni civili tornerà in discussione, nella commissione consigliare Trasparenza presiediuta da Michele Bufano in programma il 18 febbraio.  All’ordine del giorno, testualmente, c’è l’“avvio istruttoria registro coppie di fatto”, segno che quindi, qualcosa si sta muovendo in ordine all’istituzione di questo strumento da sempre al centro del dibattito tra tradizionalisti e progressisti.

Era stato l’ordine del giorno presentato il 9 dicembre scorso in Consiglio da Paolo Carletti (socialista nelle fila del Pd) a proporre di spostare la discussione in Commissione, trovando così una formula condivisa dalle varie anime della maggioranza di centrosinistra sul controverso tema che divide cattolici da laici. Il testo dava mandato al sindaco di “individuare la commissione consigliare che, studiate e valutate le caratteristiche e le esigenze delle coppie di fatto a Cremona, scelga le forme più opportune di coinvolgimento della cittadinanza, al fine di offrire al Consiglio Comunale un’analisi compiuta della materia, in modo da aprire una discussione sull’istituzione presso lo Stato Civile dell’Anagrafe di Cremona di un registro delle coppie di fatto, redatto e tenuto in osservanza della normativa nazionale ed internazionale in materia di privacy e di tutela dei dati sensibili”. Nella stessa seduta consigliare invece, il consigliere di Sinistra per Cremona Filippo Bonali aveva presentato una mozione  molto più perentoria nella quale si chiedeva “entro tre mesi dalla presente e per le motivazioni sopra esposte, di istituire il Registro delle Unioni Civili ed approvare il Regolamento comunale per il riconoscimento delle unioni civili”.

Il sindaco Galimberti in quell’occasione non si era esposto: “Si vorrebbe – aveva detto – che su questi temi solo l’opinione di un sindaco contasse? Non sarà così. Questo è il tempo del confronto, il mio impegno, anche in luoghi istituzionali come il Consiglio comunale, è garantirlo. Contrapposizioni ideologiche senza capacità di confronto hanno spesso impedito di costruire soluzioni: forse anche per questo la centralità della famiglia è spesso solo nelle dichiarazioni strumentali di alcuni e l’affermazione di diritti sociali importanti non è ancora raggiunta. Concretezza nel combattere le discriminazioni e nell’adottare vere politiche rivolte alle famiglie e volontà di confronto civile, senza slogan, nelle istituzioni prima che nelle piazze, sono una risposta chiara, frutto di un percorso lungo e di esperienza personale”.“Mi auguro, e per questo io e la coalizione di maggioranza ci impegneremo, che tutta la città sia coinvolta in un confronto alto e civile su temi che riguardano la vita delle persone e i diritti fondamentali” aveva concluso. Quel momento sembra essere arrivato, almeno come confronto tra consiglieri.

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Commenti
  • Marco

    L’inceneritore non sarà chiuso e i centri sociali non saranno sgomberati, parco Sartori sarà sempre più ostaggio dei rom come la galleria dei vucumprà ma questa giunta ormai agonizzante ci lascerà in eredità un registro che avrà come unico scopo di sottrarre fondi comunali all’unico vero tipo di famiglia esistente per destinarli a chi della famiglia ne fa un uso promiscuo.

    • Stefano

      1. Nessuno vuole sottrarre nulla a nessuno. Mi sembra che le tasse le paghino tutti ed è giusto che i servizi disponibili vadano a vantaggio di tutti a seconda delle necessità di ciascuno.
      2. Che la famiglia sia solo di un determinato tipo dove è scritto?
      3. Le famiglie – tutte – hanno problemi (economici e non), perché solo alcune dovrebbero essere aiutate?
      4. I problemi che tu descrivi (che non conosco di persona in quanto non residente a Cremona) possono essere risolti anche se si impiega un paio di ore per attivare il registro delle unioni civili. Si chiama buona volontà (che so che mediamente manca al politico medio, ma sono un inguaribile ottimista).