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Servizi sociali, così non vaVentura denuncia tensioni e carenze

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Il settore dei Servizi Sociali al centro di una mozione del consigliere Marcello Ventura al consiglio comunale, che prende spunto dalle  segnalazioni di un malcontento diffuso proveniente dagli stessi operatori. Segnali che si protrarrebbero da lungo tempo e che affondano le radici, afferma il consigliere in forza a Fratelli d’Italia-An, nella riorganizzazione basata sullo studio della fondazione Zancan di qualche anno fa (epoca Corada, centrosinistra)  di cui il consigliere rimarca pure l’altissimo costo (200 – 300mila euro). Una riorganizzazione – si legge –  “fondata su un modello trasversale di presa in carico che ha completamente destrutturato  gli assetti operativi senza mai essere stato condiviso con gli operatori i quali hanno più volte lamentato che la riorganizzazione è stata calata dall’alto su una realtà territoriale e di servizio non adeguata sia per risorse umani che strutturali (vedi l’inadeguatezza dello spazio adibito a Pois che non garantisce un minimo di privacy per i cittadini).”

Questo modello non avrebbe risolto le difficoltà operative in un settore notoriamente difficile come quello sociale, ed ha invece generato “un forte malumore tra gli assistenti sociali, che oltre a sentirsi spogliati della professionalità e in molti casi dell’esperienza maturata in specifici settori del Servizio, si trovano a dover dedicare tempo/lavoro alla formazione in nuove aree di intervento sottraendolo all’operatività in campo”. Viene lamentato inoltre un troppo frequente turn over delle figure professionali che mette a rischio la continuità degli interventi e il rapporto di fiducia tra utenti e istituzione. Attualmente, riferisce Ventura, l’organico prevede 15 assistenti sociali di cui 4 a tempo parziale e alcuni con contratto a tempo determinato; altre quattro assistenti hanno compiti di coordinamento e quindi non sono operative sul campo; due maternità non sono state sostituite e due figure sono assenti per lunga malattia. Infine, un’assistente è stata distaccata presso l’assessorato alla Trasparenza e altre tre figure dipendenti dal comune di Cremona sono ‘in comando’ verso altri enti pubblici, quali Prefettura, Azienda sociale del cremonese e Comunità sociale cremasca. Insomma, per Ventura si tratta di una “situazione di precarietà del personale e di continua urgenza”, con carichi di lavoro pesantissimi, ad esempio 50 tutele minori affidate ad un unico operatore, che non consente di svolgere il lavoro di presa in carico con adeguata “qualità e tempestività di intervento”. A tutto ciò si aggiungerebbe la mancata attivazione di un sistema informatizzato di trattazione, archiviazione e progettazione dei casi in carico, a fronte di tre sistemi progettati negli anni (uno compreso nella riorganizzazione Zancan) ma mai entrati in funzione.

Gli operatori dei servizi – riferisce Ventura – hanno cercato risposte alle varie criticità sia presso il dirigente di settore, sia presso l’assessore ai siervizi sociali, senza ricevere significativiriscontri, anche dal punto di vista dei rapporti umanie giudicano negativamente il prossimo arrivo di due consulenti esterni: uno “destinato alla Tutela Minori per consulenze relative all’area dei rapporti con la magistratura minorile e l’altro paradossalmente per dare applicazione operativa alla sristriutturazione Zancan”.

Insomma, una denuncia a 360 gradi di come stanno funzionando i servizi sociali, per la quale Ventura chiede  a sindaco e Giunta un impegno personale a condividere  con gli operatori sociali l’organizzazione dell’attività e ad individuare azioni migliorative, al  fine di migliorare l’accesso al Pois; di esaltare professionalità e qualità nella presa in carico degli utenti; infine di lavorare in un clima sereno e non di continua gestione dell’emergenza, migliorando anche il rapporto tra personale e dirigenza di settore.

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